i Carabinieri li riportano a Roma


Due preziosi volumi del XVI e XVII secolo appartenenti alla Comunità Ebraica di Roma e al Collegio Rabbinico Italiano. Questi beni, trafugati e successivamente rintracciati negli Stati Uniti, tornano in Italia grazie a un’operazione dei Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), condotta in collaborazione con la Procura Distrettuale di Manhattan e la Procura della Repubblica di Roma. Le opere sono state ufficialmente restituite alla Comunità Ebraica di Roma nel corso di una cerimonia ospitata al Museo Ebraico di Roma, alla presenza delle autorità civili, militari e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel recupero.

Il patrimonio ebraico torna a casa

Due opere di grande valore storico, culturale e religioso, testimonianze della tradizione ebraica italiana, tornano così nei luoghi ai quali appartengono. Tra i volumi recuperati figura il Peirush Megilath Esther (Commentario al Libro di Ester) del rabbino, talmudista e cabalista del XVI secolo Elisha Gallico, stampato a Venezia nel 1583 e appartenente alla Biblioteca Talmud Torah della Comunità Ebraica di Roma.

L’altra opera restituita è il Nachalath Ya’akov (L’eredità di Giacobbe) di Yaaḳov Hailpron, edito a Padova nel 1622, proveniente dal fondo del Collegio Rabbinico Italiano e custodito presso la Biblioteca Nazionale dell’Ebraismo Italiano “Tullia Zevi”. La restituzione delle due opere si inserisce nel più ampio percorso di ricostruzione della memoria e di recupero del patrimonio culturale disperso, anche a seguito delle persecuzioni nazifasciste che colpirono l’Italia.

L’indagine e il recupero

Il recupero dei due preziosi volumi è stato possibile grazie a una stretta sinergia tra la Comunità Ebraica di Roma, le istituzioni coinvolte e le autorità investigative italiane e statunitensi. Un ruolo centrale è stato svolto dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale (TPC), in particolare dalla Sezione Antiquariato del Reparto Operativo e dal Nucleo Carabinieri TPC di Roma, in collaborazione con le autorità di polizia americane, che hanno consentito il rimpatrio delle opere e la loro restituzione ai legittimi proprietari.

Fondamentale è stato il meticoloso monitoraggio dei mercati internazionali dell’arte e il lavoro di ricerca attraverso sofisticati riscontri d’archivio, attività che hanno permesso di rintracciare i volumi oltreoceano e impedirne l’ulteriore dispersione. I rappresentanti delle due biblioteche interessate hanno avviato le indagini presentando le denunce che segnalavano la presenza dei libri all’interno di un’asta internazionale, permettendo così l’identificazione e il riconoscimento delle opere..

Come emerso nel corso della cerimonia di restituzione e dagli interventi dei rappresentanti istituzionali presenti, un contributo significativo è arrivato anche dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che si è recato personalmente presso la Procura Distrettuale di Manhattan per seguire da vicino il percorso di recupero delle opere e rafforzare la collaborazione con le autorità statunitensi. Un impegno che ha avuto un ruolo rilevante nel favorire il dialogo istituzionale e nel percorso che ha portato al rientro in Italia dei due volumi.

Grazie alla consolidata collaborazione internazionale tra il Comando Carabinieri TPC e il District Attorney’s Office (DAO) di New York, le due istituzioni hanno portato a termine il complesso iter di recupero. Una sinergia che rappresenta un modello efficace nel contrasto al traffico illecito di beni culturali e nella restituzione al patrimonio italiano di opere sottratte illegalmente.

L’impegno per la memoria

La cerimonia di restituzione si è svolta lunedì 13 luglio al Museo Ebraico di Roma, luogo simbolo della memoria e della cultura ebraica nella Capitale, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, delle autorità civili e militari, dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte e della Comunità Ebraica di Roma. Un momento significativo che ha sancito il ritorno di due preziose testimonianze della tradizione ebraica italiana ai loro legittimi proprietari.

“Il rientro di questi due volumi nella loro sede originaria restituisce alla comunità un patrimonio di straordinario valore storico e culturale. Si tratta di opere che testimoniano la ricchezza della tradizione tipografica e della cultura ebraica italiana e che tornano a far parte del contesto in cui sono state custodite e tramandate nel tempo. Questo recupero contribuisce a ricomporre un patrimonio di memoria e conoscenza, rendendolo nuovamente fruibile alle generazioni future. Ringrazio la Procura della Repubblica di Roma e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per il prezioso lavoro svolto, che ha reso possibile questo importante risultato” ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“A nome dell’ebraismo italiano ringraziamo le Forze dell’Ordine per l’attività di investigazione e recupero che ha consentito il ritorno di un patrimonio culturale e bibliografico di grande valore, parte integrante della storia e della memoria delle nostre Comunità e del nostro Paese”, ha sottolineato Livia Ottolenghi, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

“La restituzione al patrimonio della Comunità Ebraica di due preziosi volumi del XVI e XVII secolo, depredati in circostanze di assoluta e disumana gravità, rappresenta un atto di giustizia e di riparazione anche storica, segnando la vittoria del diritto e della memoria sulla barbarie e sul tempo”. Così il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Un ponte tra Italia e Israele

Non solo recupero del patrimonio culturale, ma anche spazio alla diplomazia e al rafforzamento dei rapporti bilaterali tra Italia e Israele. Alla cerimonia di restituzione ha preso parte anche l’Ambasciatore d’Israele in Italia, Jonathan Peled, che in esclusiva ai microfoni di Italia Report USA ha espresso la propria gratitudine per un’operazione dal forte valore storico e simbolico.

“È una restituzione molto importante per l’Italia, perché consente di recuperare un vero e proprio tesoro della cultura ebraica, grazie alla sinergia con il Governo italiano e con il Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Credo sia doveroso ringraziare i Carabinieri per il lavoro svolto. È fondamentale sostenere e valorizzare il patrimonio culturale degli ebrei italiani, che rappresenta una parte integrante della storia e dell’identità del Paese”, ha dichiarato l’Ambasciatore Peled.

Una restituzione che assume così un valore che va oltre il recupero materiale delle opere, diventando simbolo della tutela della memoria, della collaborazione internazionale e dell’impegno condiviso nella salvaguardia del patrimonio culturale ebraico.


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 Christian Mancini

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