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Durante un webinar organizzato da Ucimu – Sistemi per Produrre, tenutosi il 9 luglio, i rappresentanti di MIMIT e GSE, Calabrò e Fallone, hanno risposto ai quesiti delle imprese sull’Iperammortamento 2026, l’agevolazione che consente di maggiorare il costo dei beni strumentali nuovi ai fini del calcolo delle quote di ammortamento. Dai loro interventi è emerso un quadro più nitido su piattaforma, comunicazioni, documentazione e coperture finanziarie della misura.
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La piattaforma GSE e le comunicazioni
La piattaforma del GSE completerà a breve, verosimilmente entro qualche settimana, anche la funzionalità per l’invio delle comunicazioni di conferma. Sul funzionamento delle comunicazioni successive alla preventiva, Fallone ha distinto due logiche differenti:
- Comunicazione di conferma: se la preventiva elenca una pluralità di beni, la conferma deve riguardarli tutti in un’unica soluzione; i beni non confermati decadono.
- Comunicazione di completamento: può essere inviata più volte, man mano che i singoli investimenti vengono completati.
Per le imprese che destinano i beni a cantieri temporanei o a siti esterni alla sede produttiva, in piattaforma sarà possibile indicare la sede legale dell’azienda al posto della struttura produttiva. È inoltre consentito modificare l’importo prenotato fra una comunicazione e l’altra, ma solo in diminuzione.
Questa possibilità risolve anche il nodo del cumulo con altre agevolazioni. Quando l’entità dell’altro incentivo, da sottrarre dal montante iper-ammortizzabile con la cosiddetta nettizzazione, non è ancora nota in sede di comunicazione preventiva, l’impresa può indicare l’importo pieno e ridurlo in un secondo momento, in fase di conferma o completamento, della quota corrispondente agli incentivi nel frattempo divenuti noti.
La circolare unica in arrivo ad agosto
Il MIMIT prevede di pubblicare, prima della pausa estiva e quindi verosimilmente a inizio agosto, una circolare unica che riunisce la prassi degli anni precedenti e i nuovi chiarimenti. Si tratterà di un testo dedicato agli aspetti tecnici e non fiscali della misura, concepito per aggiornamenti progressivi nel tempo.
Ordini precedenti, beni in economia e fatture
L’investimento resta ammissibile anche quando l’ordine di acquisto è stato effettuato prima del 1° gennaio 2026, purché la consegna del bene avvenga nella finestra 2026-2028. Anche le imprese che hanno già completato gli investimenti nei primi mesi dell’anno devono comunque seguire l’intero iter, a partire dalla comunicazione preventiva.
I beni costruiti in economia possono risultare in tutto o in parte privi di fatture di acquisto: il loro valore, ha chiarito Fallone, può essere riportato in piattaforma tramite un’autofattura o altra documentazione idonea a comprovarne l’entità.
Sul fronte della certificazione contabile, Calabrò ha precisato che l’effettivo sostenimento della spesa non coincide con il pagamento della fattura, bensì con la sua emissione, a prescindere dal saldo del corrispettivo. È stato inoltre confermato che non sarà necessario riportare in fattura il riferimento normativo alla misura.
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Revamping green, fruizione e perizia
Tra le novità di questa edizione spicca il revamping green: i macchinari rinnovati possono accedere all’incentivo anche quando l’intervento di upgrade riguarda unicamente il profilo energetico, senza coinvolgere necessariamente i requisiti 4.0.
Quanto alla fruizione, in caso di incapienza (cioè di utili insufficienti a compensare il credito) valgono le regole ordinarie di riporto in avanti, senza alcun limite temporale.
Due scelte sulla documentazione segnano la distanza dal passato: le spese di certificazione non rientrano nel montante agevolabile e, per gli investimenti sotto i 300.000 euro, non è più ammessa l’autodichiarazione del legale rappresentante in sostituzione della perizia asseverata.
Il leasing e il decreto per gli esodati
Sul leasing cade l’obbligo di versare una maxirata del 20% al momento della conferma: sarà sufficiente la sottoscrizione del contratto.
Resta invece da disciplinare il contributo con fruizione triennale riconosciuto al 100% per gli investimenti in fonti rinnovabili, mentre il credito d’imposta Transizione 5.0 è già stato definito all’89,77% del maturato. Il relativo decreto attuativo non è ancora stato adottato: l’obiettivo del MIMIT è vararlo dopo la pausa estiva, quindi indicativamente a settembre. L’intenzione del Ministero è non qualificare il contributo come aiuto di Stato, inquadrandolo come una coda della vecchia misura Transizione 5.0.
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Le domande presentate e le coperture disponibili
Nei trascorsi dall’apertura della piattaforma per le comunicazioni preventive, avvenuta lo scorso 12 giugno, sono giunte al GSE circa 7.000 domande di accesso, per un valore di 2,5 miliardi di euro di investimenti e poco più di un miliardo di euro di crediti d’imposta richiesti.
Calabrò ha comunque rassicurato le imprese sulle coperture: gli stanziamenti complessivi ammontano a circa 9,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di agevolare tra i 23 e i 25 miliardi di euro di investimenti nel triennio. Al momento non sussiste alcun rischio di chiusura anticipata della piattaforma, anche perché le risorse previste non rappresentano un rubinetto, ma una semplice previsione di spesa. In questa cornice, l’Iperammortamento 2026 si conferma uno degli strumenti centrali per il rinnovo tecnologico del tessuto produttivo.
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Fonte: www.innovationpost.it
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Martina Moretti
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