Il piccolo, che si chiama Alec Neel Vance, è venuto al mondo nella mattinata di ieri, domenica, e rappresenta il primo bambino nato a un vicepresidente degli Stati Uniti in carica da oltre un secolo e mezzo. L’annuncio è stato affidato a un messaggio pubblicato sui social e firmato da JD Vance e la moglie Usha: “Siamo felici di annunciare che questa mattina è nato il nostro bambino. Usha e il piccolo stanno bene e sono in ottima salute, mentre i nostri figli non vedono l’ora di conoscere il loro fratellino”. La coppia ha ringraziato inoltre i medici, il personale del Walter Reed National Military Medical Center e l’équipe sanitaria della Casa Bianca che ha seguito il parto.
La famiglia si allarga, l’idea di Vance sulla natalità
Con la nascita di Alec, la famiglia Vance si allarga ulteriormente. Il neonato crescerà in compagnia dei fratelli maggiori Ewan, di 9 anni, Vivek, di 6, e Mirabel, di 4 anni.
La nascita del quarto figlio è perfettamente in linea con le convinzioni espresse più volte dal vicepresidente repubblicano, che negli ultimi anni ha fatto dell’incremento della natalità uno dei temi centrali del proprio impegno pubblico. Ex marine e oggi quarantunenne, Vance ha più volte manifestato preoccupazione per il continuo calo delle nascite negli Stati Uniti sin dall’inizio della sua carriera politica, avviata nel 2021 con la candidatura al Senato per lo Stato dell’Ohio. Da vicepresidente, intervenendo alla March for Life del 2025 a Washington, aveva dichiarato senza mezzi termini: “Voglio più bambini negli Stati Uniti d’America”.
Quella conversazione con Erika Kirk
Lo stesso Vance ha raccontato che la decisione di avere un altro figlio è maturata anche dopo l’assassinio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, avvenuto nel settembre 2025 nello Utah. Kirk era un suo amico personale e, secondo il vicepresidente, le parole della vedova Erika Kirk hanno avuto un forte impatto sulla coppia. La donna aveva confidato di rimpiangere di aver avuto soltanto due figli con il marito prima della sua morte.
Usha Vance, tuttavia, ha precisato che quella conversazione non è stata l’unica ragione della scelta. Durante un’intervista rilasciata insieme al marito al programma CBS Sunday Morning, andata in onda nel mese di giugno, ha spiegato che il racconto di Erika Kirk è stato ‘molto intenso e profondamente toccante’, aggiungendo però che lei stessa aveva già iniziato a prendere in considerazione la possibilità di allargare ulteriormente la famiglia. «Non direi che sia stato l’elemento decisivo, ma è arrivato nel mezzo di una conversazione che stavamo già facendo», ha dichiarato.
Negli ultimi mesi il vicepresidente è stato spesso accompagnato nei viaggi ufficiali all’estero dalla moglie Usha e dai loro figli, diventati ormai una presenza abituale anche durante gli imbarchi su Air Force Two, spesso fotografati in pigiama prima dei voli notturni.
Figlia di immigrati provenienti dall’India, quarantenne, ex avvocata e già assistente del presidente della Corte Suprema John Roberts, Usha Vance era già una figura molto osservata dall’opinione pubblica americana. L’annuncio della gravidanza, arrivato nel mese di gennaio, ha ulteriormente accresciuto l’attenzione dei media, anche perché è piuttosto raro che gli occupanti delle più alte cariche istituzionali degli Stati Uniti mettano al mondo dei figli durante il mandato.
Secondo la White House Historical Association, l’ultimo vicepresidente in carica a diventare padre era stato Schuyler Colfax, il cui figlio Schuyler Colfax III nacque nel 1870 mentre ricopriva l’incarico di vicepresidente. Ancora prima, nel 1829, era stato John C. Calhoun ad avere un figlio durante il proprio mandato.
Il baby boom nell’amministrazione Trump
La nascita di Alec si inserisce anche in quello che alcuni osservatori hanno definito un piccolo “baby boom” all’interno dell’amministrazione del presidente Donald Trump. Di recente, infatti, Katie Miller, moglie del vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller, ha dato alla luce il quarto figlio della coppia, mentre la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt è diventata madre del suo secondo figlio, avuto con il marito Nicholas Riccio, nel mese di maggio.
Nelle ultime settimane Usha Vance è finita anche al centro di un acceso dibattito mediatico dopo che una critica di moda del New York Times ha dedicato un articolo all’abito premaman color corallo, aderente sul pancione, indossato durante una puntata speciale per la Festa del Papà del podcast “Storytime with the Second Lady”, un progetto video lanciato proprio durante la gravidanza.
Secondo il quotidiano newyorkese, l’attenzione mostrata da Usha Vance, Katie Miller e Karoline Leavitt verso le rispettive gravidanze contribuirebbe a promuovere “un’immagine idealizzata della femminilità” che darebbe forma concreta al movimento pronatalista, favorevole ad aumentare il numero dei figli per contrastare il calo demografico.
L’abito premaman di Usha Vance da 8,75 dollari
La seconda lady ha replicato con ironia sui social. “Ora che conosciamo il significato politico del mio abito premaman color corallo da 8,75 dollari acquistato da Old Navy, non vedo l’ora di sapere cosa dirà il New York Times dei miei pantaloni con l’elastico e delle mie calze a compressione. Nel frattempo godetevi il mio stile in gravidanza, o la sua totale assenza, e una bella storia insieme ai vostri bambini su Storytime with the Second Lady”, ha scritto, pubblicando anche la ricevuta dell’acquisto.
Il vicepresidente ha colto l’occasione per scherzare sulla capacità della moglie di risparmiare. “Ha comprato un vestito da 50 dollari pagandolo soltanto 8,75. America, ecco la vostra futura direttrice del bilancio federale”, ha commentato JD Vance sui social.
Con l’arrivo di Alec Neel, la famiglia del vicepresidente entra così nella storia istituzionale americana e, allo stesso tempo, diventa il simbolo di una visione della famiglia che JD e Usha Vance hanno più volte sostenuto pubblicamente, sia attraverso il loro impegno politico sia con le scelte della loro vita privata.
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