Pagine per il futuro è una rubrica di Italian Climate Network curata da Andrea Vico, giornalista esperto di divulgazione scientifica, che in questo spazio propone ogni volta un nuovo libro da leggere per approfondire e capire meglio i temi che ci stanno a cuore.
Nel salutarvi prima della pausa estiva vi proponiamo un ventaglio di 5 libri da portarsi in vacanza
GREEN JOBS – COME TRANSIZIONE ECOLOGICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE STANO CAMBIANDO IL MONDO DEL LAVORO
Tessa Gelisio e Marco Gisotti per Edizioni Ambiente, 320 pagine.
Si tratta di una guida utile e aggiornata per capire come transizione ecologica e intelligenza artificiale stiano ridisegnando il lavoro, soprattutto per chi vuole orientarsi senza restare fermo a categorie professionali del passato. Il taglio è pratico: non si limita a dire che “il futuro sarà verde”, ma mostra in quali settori stanno nascendo opportunità, quali competenze diventano decisive e perché molte professioni dovranno ibridarsi tra saperi tecnici, digitali e ambientali.
Ottima organizzazione per aree tematiche e scrittura concreta: le schede professionali, le testimonianze e l’impostazione divulgativa aiutano a leggere il cambiamento senza tecnicismi che potrebbero confondere, più che illustrare in modo nitido. È un testo che parla bene ad adulti, formatori e professionisti in fase di riposizionamento, perché unisce chiarezza e visione strategica. Giusto livello di approfondimento, maneggevole, questo libro è una buona bussola per capire dove si stanno spostando domanda di lavoro, formazione e competenze
AGROECOLOGIA – RICONCILIARE NATURA E AGRICOLTURA
Francesco Lami per il Mulino, 162 pagine.
Saggio agile ma denso, ideale per chi vuole capire davvero cosa significhi produrre cibo senza distruggere i sistemi naturali da cui dipendiamo. In poco meno di 170 pagine Lami ripercorre il rapporto, spesso conflittuale, tra agricoltura moderna, ambiente e servizi ecosistemici, rifiutando soluzioni semplicistiche e contrapposizioni ideologiche. L’agroecologia è presentata come “terza via”: guardare ai campi coltivati come ecosistemi complessi, dove biodiversità, suolo, acqua e clima sono elementi di un unico equilibrio da conoscere e governare con rigore scientifico.
Il pregio maggiore del libro è la capacità di tenere insieme dati, casi di studio e riflessione critica, rendendo accessibili concetti come land sharing/land sparing, resilienza ambientale e servizi ecosistemici, senza perdere profondità né cedere alla retorica. Ne esce un testo utile per chi lavora in agricoltura e per i decisori politici, ma anche per cittadini interessati a capire cosa c’è dietro le etichette “bio”, “sostenibile”, “rigenerativo”. Un’ottima lettura per chi vuole strumenti robusti per discutere di cibo, clima e futuro dell’agricoltura, al di là degli slogan. Soprattutto è apprezzabile perché ragiona anche sul fatto di ridurre la produzione e ridistribuire meglio i prodotti.
LA TRAMA DEL LUSSO
Audrey Millet per ADD Editore, 168 pagine.
Trama è un vocabolo tecnico per il mondo dei tessuti, ma è anche l’intreccio di tutto quanto accade “dietro le quinte” della fast fashion, la produzione di capi di abbigliamento a basso costo. Il sottotitolo del libro, “L’industria della moda tra capitalismo dei corpi e criminalità”, ci aiuta a capire che questo titolo è un’indagine, un report e un saggio al tempo stesso. Anche grazie alla professionalità dell’autrice: dottoressa di ricerca in storia economica e sociale, Millet ha lavorato, tra gli altri, per diversi atenei parigini; oggi scrive rapporti per il Parlamento europeo, in materia di prodotti sanitari nell’industria dell’abbigliamento e di rifiuti tessili.
Secondo le stime, in Italia ogni persona compra in media 25 nuovi capi di abbigliamento all’anno (compresi accessori, come borse, cinture, sciarpe…), capi che vengono usati per meno di 12 mesi e poi finiscono a ingrossare le migliaia di tonnellate di rifiuti tessili che ogni mese dall’Europa arrivano soprattutto in Africa occidentale o in Cile.
Sono circa 75 milioni le persone coinvolte nella filiera della fast fashion. Il 95% di loro guadagna meno di 2 euro al giorno, lavorando 10-12 ore al giorno e senza riposi. Il 70% sono donne, pagate la metà degli uomini. Il 50% sono minorenni, bambine e bambini che non vanno a scuola per cucire gli abiti che compriamo con pochi spiccioli. La fast fashion è responsabile dell’8-10% delle emissioni globali di gas serra e dell’inquinamento dell’acqua e dell’aria nei luoghi di produzione.
AVETE ROTTO L’ATOMO – IL LIBRO CHE NON TI FARÀ CAMBIARE IDEA SUL NUCLEARE
Matteo de Piccoli e Giovanni Ludovico Montagnani per People editore, 384 pagine.
Titolo arguto e stuzzicante per un libro che entra nel dibattito nucleare senza cercare scorciatoie emotive: prova piuttosto a riportarlo su un terreno adulto, fatto di dati, limiti, costi, tempi e responsabilità politiche. Non invita a scegliere per tifoseria, ma a capire perché la discussione sull’energia sia spesso viziata da slogan e semplificazioni. E non di rado inquinata da dichiarazioni fasulle o strampalate.
La lettura è utile perché unisce la storia italiana del nucleare, impatti ambientali, questioni di sicurezza e nodi tecnologici. Alcuni capitoli sono dedicati alla scienza (la fisica e l’ingegneria che fanno funzionare i diversi tipi di centrali nucleari, cosa si intende per quarta generazione o reattori modulari e così via); altri propongono ragionamenti economici di ampio respiro, per fare i conti e capire se e quanto il nucleare sia conveniente, anche alla luce del mercato delle tecnologie energetiche. Altre pagine sono più concentrate sull’etica e sulla sociopolitica, ossia su quanto sia cruciale, ancor prima di mettersi a fare i calcoli sul mix energetico, domandarsi quale forma di società e di democrazia vogliamo.
È un libro che affronta la complessità e mostra quanto sia difficile ridurre tutto a un “sì” o “no”, è uno strumento di orientamento per chi vuole uscire dalla polarizzazione e affrontare il tema con più maturità intellettuale. Non promette certezze facili, ma offre coordinate per farsi un’opinione più informata e meno ideologica.
ROMPICAPI TRA LE FRONDE
Renato Bruni e Piero Fabbri per AlphaTest, 191 pagine.
Bruni è direttore scientifico dell’Orto Botanico dell’università di Parma, Fabbri è informatico e divulgatore in matematica (tra i fondatori di Rudi Mathematici); insieme hanno creato un libro‐gioco che usa gli alberi come pretesto narrativo e scientifico per allenare curiosità e pensiero logico: 27 specie diventano altrettante piccole storie botaniche accompagnate da enigmi, cruciverba, labirinti, sudoku e sfide visive.
Ogni albero è introdotto da un racconto in chiave scientifica che ne mette in luce adattamenti, strategie, relazioni con altri organismi e con gli esseri umani. Non è una galleria di “schede” ma una collezione di micro‐avventure vegetali, in cui contano tanto le radici invisibili quanto le chiome, le storie di migrazioni quanto le uscite domenicali all’orto botanico. A ogni storia seguono rompicapi logici e linguistici che non sono semplici “riempitivi”, ma traducono in gioco ciò che il testo ha presentato: una rete di radici diventa labirinto, un lessico botanico si trasforma in crittografia, la diversità delle fronde in anagrammi e cruciverba. Questa integrazione tiene insieme mente scientifica e mente ludica, mostrando ai lettori che fare scienza significa anche saper guardare un problema da angolature diverse, provare e riprovare strategie, godersi la sfida. Dunque, un libro perfetto da gustare in famiglia o anche da leggere e giocare insieme durante il viaggio per arrivare in vacanza (e mettere da parte gli smartphone).
Articolo a cura di Andrea Vico, volontario di Italian Climate Network.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
social
Source link




