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Le Comunità energetiche rinnovabili (CER) permettono a imprese, cittadini ed enti di produrre, condividere e consumare energia pulita all’interno dello stesso territorio, riducendo i costi e accedendo a incentivi ventennali. Per un’impresa rappresentano una leva concreta di competitività e sostenibilità, regolata dal D.Lgs. 199/2021 e dal Decreto CER del MASE (DM 7 dicembre 2023, n. 414).
Ma come aderire? Quali sono i vantaggi reali e le procedure? In questa guida spieghiamo cosa sono le CER, quali vantaggi offrono a chi fa impresa, come partecipare o costituirne una, quanto valgono la tariffa incentivante del GSE e il contributo a fondo perduto.
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Cos’è una CER (Comunità energetica rinnovabile)?
Una Comunità energetica rinnovabile è un soggetto giuridico autonomo che riunisce più utenti (imprese, cittadini, enti locali, enti del terzo settore) i quali producono e condividono energia da fonti rinnovabili in un’area delimitata. La cornice normativa è fissata dal D.Lgs. 199/2021, che ha recepito la direttiva europea RED II.
Mentre le regole tecniche e operative derivano dalla delibera ARERA 727/2022/R/eel e dal Decreto CER del MASE, nonché dalle modifiche alla disciplina incentivante apportate dal Decreto MASE n° 127 del 16 maggio 2025, che ha introdotto interessanti novità per tutti gli aderenti alle CER.
Come funziona l’energia condivisa
Il modello CER si basa sull’autoconsumo diffuso. I membri non si scambiano fisicamente l’energia attraverso una rete privata, ma la immettono e la prelevano dalla rete pubblica di distribuzione. Il GSE calcola ogni ora l’energia “condivisa”, cioè la quota di produzione rinnovabile che coincide con i consumi dei membri nello stesso intervallo, e su quella riconosce l’incentivo.
Cosa significa “stessa cabina primaria”?
Per condividere energia e accedere agli incentivi, i punti di produzione e di prelievo devono ricadere nell’area sottesa alla medesima cabina primaria, la stazione elettrica di trasformazione da alta a media tensione definita da ARERA. Il GSE mette a disposizione una mappa interattiva per verificare l’appartenenza alla stessa area. È il vincolo tecnico che delimita il perimetro geografico di una CER.
I soggetti coinvolti
All’interno di una Comunità energetica rinnovabile un’impresa può assumere tre ruoli:
- produttore, se installa l’impianto e immette energia rinnovabile;
- consumatore, se preleva l’energia condivisa;
- prosumer, se produce e consuma insieme.
La partecipazione è aperta alle imprese, ma con alcuni limiti. Il controllo della Comunità, infatti, non può essere esercitato da grandi imprese e l’adesione non deve costituire l’attività commerciale o industriale principale del socio.
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Perché conviene a un’impresa entrare in una CER?
Per un’impresa il vantaggio è triplice: economico, energetico e reputazionale. Sul piano economico si sommano la tariffa incentivante ventennale del GSE sull’energia condivisa, il risparmio in bolletta legato all’autoconsumo e l’eventuale contributo a fondo perduto sull’investimento.
Per quanto riguarda l’aspetto energetico, la CER stabilizza i costi e riduce la dipendenza dai prezzi di mercato. Sul piano reputazionale la partecipazione a una Comunità energetica rinnovabile dona maggiore valore alla rendicontazione di sostenibilità dell’impresa, un aspetto sempre più rilevante per l’accesso al credito, alle agevolazioni pubbliche e alle filiere.
| Ruolo dell’impresa nella CER | In cosa consiste | Beneficio principale |
| Produttore | Installa l’impianto rinnovabile e immette energia | Tariffa incentivante e valorizzazione dell’energia immessa |
| Consumatore | Preleva l’energia condivisa dalla Comunità | Quota di incentivo e maggiore stabilità dei costi |
| Prosumer | Produce e consuma nello stesso perimetro | Autoconsumo, incentivo e risparmio in bolletta |
Il beneficio non nasce dal solo taglio della bolletta, perché la tariffa premia l’energia condivisa a livello di Comunità e va ripartita tra i membri secondo lo statuto. Per questo la progettazione della configurazione e delle regole di riparto incide direttamente sul ritorno dell’investimento.
Come partecipare o costituire una CER: la procedura
Un’impresa ha due strade: aderire a una CER già esistente sul proprio territorio, come produttore o consumatore, oppure costituire una nuova Comunità insieme ad altri soggetti. La prima opzione è più rapida e non richiede di farsi carico della governance; la seconda offre maggiore controllo sulla configurazione e sul riparto dei benefici.
I requisiti tecnici principali sono tre: l’impianto deve essere alimentato da fonte rinnovabile (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, biomasse o biogas), la potenza del singolo impianto non può superare 1 MW, e i punti di produzione e consumo devono trovarsi nell’area della stessa cabina primaria.
I passaggi per costituire e avviare una CER sono i seguenti:
- Verificare, con la mappa del GSE, che i punti di produzione e di consumo appartengano alla stessa cabina primaria.
- Individuare i membri (imprese, cittadini, enti) e definire ruoli e configurazione della nuova Comunità energetica rinnovabile.
- Costituire il soggetto giuridico della CER, con uno statuto in cui la condivisione di energia non figuri come attività commerciale prevalente.
- Realizzare o individuare l’impianto rinnovabile, fino a 1 MW, e collegarlo alla rete.
- Presentare la domanda di accesso al GSE entro 120 giorni dalla data di entrata in esercizio, sul portale gse.it.
- Ricevere dal GSE la tariffa incentivante per 20 anni ed eventuali contributi a fondo perduto.
Quanto si guadagna: incentivi CER e tariffa incentivante GSE
L’incentivo principale di chi costituisce una CER è la tariffa incentivante riconosciuta dal GSE sull’energia condivisa, erogata per 20 anni dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto. La tariffa è composta da una parte fissa, che dipende dalla taglia dell’impianto, e da una parte variabile che aumenta quando il prezzo zonale orario dell’energia (PZ) scende sotto i 180 €/MWh, entro i tetti massimi indicati.
| Potenza dell’impianto | Tariffa base | Tetto massimo |
| Fino a 200 kW | 80 €/MWh più parte variabile | 120 €/MWh |
| Da 200 a 600 kW | 70 €/MWh più parte variabile | 110 €/MWh |
| Oltre 600 kW | 60 €/MWh più parte variabile | 100 €/MWh |
Per gli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione geografica, a compensazione della minore radiazione solare: +4 €/MWh per il Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo) e +10 €/MWh per il Nord (Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto). A questi importi si somma la restituzione, definita ogni anno da ARERA, delle componenti di rete evitate sull’energia condivisa.
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Il contributo a fondo perduto del 40%
Il Decreto CER prevede anche un contributo in conto capitale fino al 40% dei costi ammissibili, riservato alle CER con impianti in Comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti, soglia elevata dai precedenti 5.000 abitanti con il DM MASE 127/2025. I costi ammissibili sono riconosciuti entro massimali per kilowatt: 1.500 €/kW fino a 20 kW, 1.200 €/kW da 20 a 200 kW, 1.100 €/kW da 200 a 600 kW e 1.050 €/kW da 600 a 1.000 kW.
Questo contributo è finanziato dal PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2), con una dotazione iniziale di 2,2 miliardi di euro che, a seguito della riprogrammazione complessiva del PNRR approvata dal Governo e dal MASE, è stata rideterminata a 795,5 milioni di euro. Lo sportello per la presentazione della domande relative a tale contributo ha chiuso il 30 novembre 2025.
Il GSE ha stipulato gli accordi di concessione all’interno del primo semestre 2026. Gli impianti oggetto di tali accordi devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla comunicazione ed è prevista un’anticipazione fino al 30% del contributo indicato nell’atto di concessione.
Le regole di cumulo
Il contributo in conto capitale è cumulabile con la tariffa incentivante del GSE e con altri contributi pubblici non finanziati da fondi dell’Unione Europea, nel rispetto del divieto di doppio finanziamento e purché l’intensità complessiva dell’aiuto non superi il 40% dei costi ammissibili. Le condizioni puntuali sono fissate dalle Regole Operative del GSE.
I bandi regionali per le CER nel 2026
Il panorama dei bandi regionali dedicati alle CER cambia di continuo, perché si tratta quasi sempre di avvisi a sportello, con dotazioni limitate che si esauriscono in fretta e finestre che si aprono e chiudono nell’arco di poche settimane. Conviene quindi verificare lo stato aggiornato sui portali regionali prima di pianificare un progetto.
Tra le misure più interessanti che sono state attivate a livello regionale c’è il bando dell’Emilia-Romagna del 2024 che prevedeva un contributo a fondo perduto fino al 30%. E dato il successo riscosso dall’iniziativa, anche quest’anno la Regione Emilia-Romagna ha attivato un bando per le CER, che si è chiuso a maggio 2026.
Finanza agevolata per progetti CER: oltre gli incentivi
Un progetto di Comunità energetica può combinare più incentivi e strumenti di finanza agevolata. La tariffa incentivante del GSE remunera l’energia condivisa per vent’anni, i bandi regionali specifici per le CER coprono solitamente parte dell’investimento, e a questi si affiancano altri canali per la quota non coperta.
Tra gli strumenti utili ci sono il Conto Termico 3.0, che include le CER tra i beneficiari, ma anche diversi bandi regionali destinati agli investimenti in efficienza e rinnovabili. Per avere un quadro aggiornato è fondamentale avere sempre un quadro aggiornato, per farlo è possibile consultare il nostro articolo sui principali bandi regionali e nazionali per le imprese. La convenienza reale dipende dall’incastro corretto di questi strumenti, dal rispetto dei limiti di cumulo e da una progettazione coerente con il perimetro della cabina primaria.
Perché affidarsi a un esperto come Golden Group
La costituzione di una CER intreccia normativa energetica, diritto societario, progettazione tecnica e finanza agevolata. Un errore nella configurazione o nella domanda al GSE può ridurre o annullare l’incentivo. Golden Group, con oltre 150 consiglieri d’impresa su tutto il territorio nazionale e un’esperienza trentennale, affianca le aziende in ogni fase del progetto, dalla verifica di fattibilità alla presentazione della domanda, fino alla gestione degli obblighi successivi.
Vuoi capire se la tua impresa può entrare in una Comunità energetica rinnovabile o costituirne una? Contatta Golden Group per una valutazione dedicata al tuo progetto e al tuo territorio.
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Domande frequenti (FAQ) sulle CER per le imprese
Un’impresa può entrare in una CER o è riservata ai privati?
Sì, le imprese possono partecipare pienamente a una Comunità energetica, come produttori, consumatori o prosumer. Esistono però due limiti fissati dalla normativa: il controllo della Comunità non può essere in capo a grandi imprese e la partecipazione non deve rappresentare l’attività commerciale o industriale principale del socio. Le PMI, in particolare, trovano nelle CER uno strumento accessibile per ridurre i costi energetici e valorizzare gli investimenti in rinnovabili.
Quanto paga il GSE per l’energia condivisa nel 2026?
La tariffa incentivante sull’energia condivisa varia in funzione della taglia dell’impianto: fino a un tetto di 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh da 200 a 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici del Centro e del Nord Italia si aggiunge una maggiorazione geografica di 4 o 10 €/MWh. A questi importi si somma la restituzione ARERA delle componenti di rete evitate.
Per quanti anni viene erogata la tariffa incentivante?
La tariffa incentivante è riconosciuta dal GSE per 20 anni, a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale dell’impianto. È un orizzonte lungo, che rende prevedibile il ritorno dell’investimento e consente di pianificare i flussi di cassa della CER. La domanda di accesso va presentata al GSE entro 120 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto.
Il contributo a fondo perduto del 40% è ancora disponibile nel 2026?
Lo sportello PNRR per le domande di contributo in conto capitale si è chiuso il 30 novembre 2025. Per chi vuole un contributo a fondo perduto oggi, il canale più concreto sono i bandi regionali, la cui disponibilità va verificata Regione per Regione.
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Si possono cumulare tariffa incentivante e contributo a fondo perduto?
Sì, ma entro limiti precisi. Il contributo in conto capitale è cumulabile con la tariffa incentivante fino al 40% dei costi ammissibili. La combinazione ottimale dipende dal singolo progetto e va valutata prima di avviare l’investimento.
Quali impianti possono far parte di una CER? È aperta solo al fotovoltaico?
Non solo fotovoltaico. Possono accedere agli incentivi gli impianti alimentati da qualsiasi fonte rinnovabile, tra cui eolico, idroelettrico, biomasse e biogas, oltre al fotovoltaico che resta la tecnologia più diffusa. Il requisito comune è che la potenza del singolo impianto non superi 1 MW e che l’impianto sia nuovo o oggetto di potenziamento, inserito in una configurazione di autoconsumo per la condivisione.
Cosa significa “stessa cabina primaria” e perché conta?
La cabina primaria è la stazione elettrica di trasformazione da alta a media tensione che serve una porzione di territorio. Perché l’energia sia considerata condivisa e quindi incentivata, i punti di produzione e di consumo dei membri devono ricadere nell’area sottesa alla stessa cabina primaria. Il GSE fornisce una mappa per la verifica. È il vincolo che definisce chi può far parte della stessa Comunità.
Ci sono bandi regionali aperti per le CER nel 2026?
Sì, ma non sono sempre attivi, perché gli stanziamenti regionali e le finestre di presentazione delle domande cambiano da regione a regione. Poiché gli sportelli si aprono e chiudono in fretta, conviene verificare lo stato aggiornato sui portali regionali e muoversi con anticipo sulla documentazione.
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Martina Moretti
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