gli spaghetti e penne da scegliere dopo le prove effettuate


Altroconsumo ha messo a confronto 42 referenze di pasta secca, attraverso due analisi separate: 20 marche di spaghetti esaminate in un test e 22 campioni di penne rigate valutati in un altro test. Il marchio più noto non occupa automaticamente il primo posto. Cambiano il vincitore, il giudizio dell’assaggio e il rapporto tra qualità e prezzo a seconda del formato.

Per gli spaghetti, il punteggio più alto, 82, è stato assegnato ad Alce Nero Spaghettoni biologici e La Molisana Spaghetti n. 15. Subito dopo arriva Grano Armando Lo Spaghetto, con 80 punti. Tra le penne rigate, invece, la vetta è condivisa da Conad Sapori e Idee Penne Rigate e La Molisana Penne Rigate, entrambe a 79 punti e premiate come Miglior Acquisto.

In coda alla classifica degli spaghetti si trova Tre Mulini di Eurospin, con 56 punti. Nel test sulle penne Barilla ha raggiunto quota 62, mentre Selex e Granoro occupano le posizioni più basse della graduatoria completa.

Due test, due classifiche

Il numero complessivo di 42 marche richiede una precisazione. Spaghetti e penne non sono stati valutati nello stesso momento, con lo stesso gruppo di assaggiatori e secondo una graduatoria unica. Altroconsumo ha condotto due test comparativi distinti, ciascuno con campioni, prove organolettiche e classifica propri.

Il primo test riguarda gli spaghetti. I prodotti sono stati acquistati tra supermercati, ipermercati e discount, poi analizzati nell’ottobre dello stesso anno. La selezione ha tenuto conto della presenza dei prodotti nella grande distribuzione italiana. Sono state incluse anche referenze con il marchio del supermercato o del discount, così da mettere a confronto prodotti di aziende note e private label.

Il secondo esame ha preso in considerazione 22 campioni di penne rigate. La prova gastronomica è stata affidata a chef esperti, mentre per gli spaghetti l’assaggio è stato svolto da consumatori. Questa differenza pesa sull’interpretazione dei risultati: i punteggi non vanno sommati né letti come se appartenessero a una sola gara.

Il confronto tra i due formati serve piuttosto a capire quali referenze si siano comportate meglio all’interno del rispettivo test. Un buon risultato ottenuto con gli spaghetti non permette di prevedere con certezza quello della penna dello stesso marchio.

Da dove arriva il punteggio

Il giudizio complessivo sulle paste migliori nasce dalla combinazione di più verifiche. Etichetta e confezione hanno inciso ciascuna per il 10%, le analisi di laboratorio per il 40% e l’assaggio per il restante 40%.

Il sistema, quindi, non misura soltanto il sapore. Tiene conto della conformità del prodotto, della sicurezza alimentare, del modo in cui la pasta reagisce durante la cottura e della qualità delle informazioni messe a disposizione di chi acquista.

In laboratorio sono stati verificati il peso netto, la quantità di proteine, la possibile presenza di sfarinati di grano tenero, le impurità, le micotossine e i residui di pesticidi. La pasta secca italiana deve essere prodotta con semola di grano duro e acqua; la ricerca di grano tenero serve proprio a controllare il rispetto di questo requisito.

Negli spaghetti il contenuto proteico è risultato compreso tra il 13% e il 15%. Le proteine contribuiscono alla formazione della struttura che trattiene l’amido e aiutano la pasta a conservare la propria consistenza durante la cottura. Il dato, preso da solo, non stabilisce il vincitore. Aiuta però a capire perché i risultati di laboratorio siano stati valutati insieme a quelli dell’assaggio.

Micotossine e residui di pesticidi

Il quadro emerso dal test sugli spaghetti è complessivamente rassicurante. Il dato più significativo riguarda il DON, una micotossina che si riscontra con frequenza negli alimenti a base di grano. Nel confronto con il test sulle penne del 2025, la quantità media è scesa da 59 a 32 microgrammi per chilogrammo.

La riduzione è stata considerata positiva soprattutto per i bambini. In questa fascia di età, infatti, il superamento della dose giornaliera tollerabile può diventare più probabile quando il DON arriva anche da altri alimenti che contengono grano.

Soltanto tre prodotti hanno ricevuto una penalizzazione applicando criteri più severi della semplice verifica dei limiti di legge. Tutti, comunque, sono rimasti ampiamente conformi alla normativa.

La ricerca ha riguardato anche aflatossine e ocratossina A. Si tratta di sostanze prodotte da alcune muffe in condizioni ambientali determinate; possono comparire durante la coltivazione, la raccolta, il trasporto o la conservazione delle materie prime. Per valutarle, il test ha adottato un’impostazione prudenziale, considerando anche l’esposizione complessiva e una porzione ipotizzata per un bambino.

Il controllo sui pesticidi ha dato esiti altrettanto tranquillizzanti. Nella maggior parte degli spaghetti analizzati non ne sono stati rilevati. Il glifosato è comparso in un solo prodotto, a livelli molto bassi e senza indicazioni di rischio per la salute.

In tre referenze è stato trovato piperonil butossido, un coadiuvante utilizzato con alcuni fitofarmaci. La sostanza non è classificata come cancerogena né come interferente endocrino e, nei campioni esaminati, era presente in quantità trascurabili.

Peso, composizione e impurità

Il peso netto dichiarato è stato rispettato da tutti gli spaghetti sottoposti all’analisi. Nessun campione conteneva sfarinati di grano tenero, vietati nella pasta secca prodotta secondo la disciplina italiana.

Buoni anche i risultati del filth test, l’esame che cerca impurità riconducibili a contaminazioni da insetti, roditori o altri animali. Le impurità individuate sono state poche e presenti in quantità minime.

Una classifica costruita in questo modo non può coincidere con una semplice gara tra confezioni costose ed economiche. Un prodotto può avere un prezzo interessante e perdere comunque posizioni se si comporta peggio in cottura, nell’assaggio, nella presentazione dell’etichetta o nella gestione della materia prima. Allo stesso modo, una pasta biologica o appartenente a una fascia di prezzo più alta non ottiene automaticamente il giudizio migliore in ogni parametro.

Spaghetti: il primo posto è condiviso

Per i migliori spaghetti, Alce Nero Spaghettoni varietà di grano Cappelli biologico e La Molisana Spaghetti n. 15 hanno chiuso il test al primo posto, con 82 punti ciascuno.

Per Alce Nero il risultato è arrivato grazie all’eccellenza delle analisi di laboratorio e al gradimento ottenuto durante la prova con i consumatori. La Molisana, invece, ha convinto per la qualità complessiva e per il profilo di sicurezza.

Il punteggio identico non significa che le due referenze abbiano ottenuto gli stessi risultati in ogni voce. Possono arrivare alla medesima posizione percorrendo strade diverse, grazie alla somma delle valutazioni assegnate alle singole aree.

Il terzo posto spetta a Grano Armando Lo Spaghetto trafilato al bronzo, con 80 punti. La trafila e la superficie influenzano la percezione al palato e la capacità di trattenere il condimento, ma anche in questo caso il risultato finale deriva dall’unione delle prove tecniche e sensoriali.

La top ten degli spaghetti

La parte alta della graduatoria comprende marchi industriali, aziende specializzate e prodotti con il marchio della distribuzione. Ecco posizioni e punteggi:

  • 1° Alce Nero Spaghettoni bio, varietà di grano Cappelli: 82 punti;
  • 1° La Molisana Spaghetti n. 15: 82 punti;
  • 3° Grano Armando Lo Spaghetto trafilato al bronzo: 80 punti;
  • 4° Granoro Dedicato Spaghetti ristoranti n. 180: 79 punti;
  • 4° Liguori Spaghetti n. 3 di Gragnano IGP: 79 punti;
  • 6° Barilla Spaghetti al bronzo: 78 punti;
  • 6° Garofalo Spaghetti n. 9 di Gragnano IGP: 78 punti;
  • 8° Voiello Spaghetti n. 104: 77 punti;
  • 8° Le Stagioni d’Italia Spaghetti Senatore Cappelli: 77 punti;
  • 10° Felicetti Spaghetti n. 105: 73 punti.

Le posizioni a pari merito dipendono dal punteggio assegnato nel test, non dalla notorietà del marchio. Barilla Spaghetti al bronzo, per esempio, si colloca nella fascia alta con 78 punti, ma resta dietro ai primi tre prodotti.

Anche indicazioni come Gragnano IGP o il riferimento a una varietà di grano storica non sostituiscono la valutazione complessiva. Sono caratteristiche del prodotto, non una garanzia automatica di piazzamento.

Dall’undicesimo posto all’ultima posizione

Nella seconda metà della classifica le differenze riguardano sia il prezzo sia la percezione del marchio. Esselunga Spaghetti n. 3 è al dodicesimo posto, ma viene segnalata per l’equilibrio tra prestazioni e costo.














Posizione Prodotto Punteggio
11ª Coop Spaghetti n. 4 71
12ª Esselunga Spaghetti n. 3 71
13ª Divella Spaghetti Ristorante n. 8 71
14ª De Cecco Spaghetti n. 12 68
15ª Combino Lidl Spaghetti grano 100% italiano 68
16ª Barilla Spaghetti n. 5 61
17ª Rummo Spaghetti n. 3 61
18ª Conad Spaghetti n. 5 61
19ª Selex Spaghetti n. 3 57
20ª Tre Mulini Eurospin Spaghetti 56

La distanza tra fama commerciale e posizione in classifica può sorprendere. Barilla compare al sesto posto con la versione al bronzo e al sedicesimo con gli Spaghetti n. 5. Il risultato, quindi, non va attribuito all’azienda nel suo complesso: è la singola referenza a determinare il giudizio.

Quanto costavano gli spaghetti

I prezzi medi rilevati nel novembre 2025 mostrano che il punteggio più alto non coincide sempre con la spesa maggiore. Una confezione da 500 grammi di Alce Nero costava in media 2,26 euro. La Molisana era a 1,45 euro, Grano Armando a 1,42 euro, Granoro Dedicato a 0,99 euro e Liguori a 1,29 euro.

Esselunga Spaghetti n. 3, pur trovandosi al dodicesimo posto, aveva un prezzo medio di 0,65 euro per 500 grammi. Divella costava 0,80 euro, Combino Lidl 0,79 euro, Conad 0,59 euro e Selex 0,74 euro.

Si tratta di rilevazioni riferite al mercato del 2025. Il prezzo effettivo può cambiare in base alle promozioni, alla zona geografica e al formato della confezione.

Il primato qualitativo di Alce Nero va quindi separato dalla convenienza di Esselunga, che offre un rapporto interessante tra prestazioni e costo. Per una famiglia, la spesa per porzione può contare più di pochi punti di differenza in graduatoria, soprattutto quando la pasta entra spesso nel carrello.

Penne: Conad e La Molisana a 79 punti

Nel test sulle penne rigate, Conad Sapori e Idee Penne Rigate e La Molisana Penne Rigate hanno condiviso il primo posto con 79 punti. Entrambe hanno ottenuto anche il riconoscimento di Miglior Acquisto.

Il riconoscimento è destinato al prodotto che unisce una valutazione positiva a un rapporto qualità-prezzo particolarmente favorevole. Non indica semplicemente la referenza con il punteggio più alto.

Il risultato di Conad può sorprendere chi collega la qualità ai soli marchi nazionali più pubblicizzati. La Molisana conferma invece una presenza molto solida nel confronto. Il primato resta comunque riferito alle penne esaminate e non può essere trasferito automaticamente a ogni altro formato della stessa azienda.

Per il test sulle penne gli chef hanno assaggiato i campioni in forma anonima. La valutazione ha riguardato l’aspetto a crudo, il colore, la superficie e la presenza di eventuali rotture. Dopo la cottura sono stati considerati il rispetto del tempo indicato, la tenuta, il nervo, la facilità di distacco, la collosità, la capacità di assorbire il sugo e la sensazione complessiva al palato.

Le referenze che hanno ottenuto risultati meno attesi

La classifica delle penne non si esaurisce nei primi due posti. Alcuni prodotti con il marchio della distribuzione hanno ottenuto valutazioni competitive, mentre Barilla si è fermata a 62 punti.

Questo dato riguarda la referenza sottoposta al test, non l’intera produzione dell’azienda. Nelle posizioni più basse della graduatoria completa risultano Selex e Granoro.

Il confronto mostra una dinamica precisa: una marca può ottenere un buon piazzamento con gli spaghetti e non replicarlo con le penne. Può anche accadere il contrario, soprattutto quando il comportamento del prodotto dipende dalla geometria, dallo spessore, dalla rigatura o dalla superficie.

Tempi di essiccazione e caratteristiche della pasta cambiano la risposta nell’acqua e con il condimento. Per questo il risultato di uno spaghetto non può essere usato come previsione sicura per la penna dello stesso marchio.

La notorietà del marchio non basta

Le classifiche rendono concreto un criterio utile quando si fa la spesa: un marchio conosciuto non coincide automaticamente con una qualità superiore. Il brand può trasmettere affidabilità, familiarità e ampia disponibilità, ma il test valuta la referenza precisa, il formato e le prestazioni ottenute nelle singole prove.

La doppia presenza di Barilla negli spaghetti chiarisce bene il punto. Spaghetti al bronzo ha raggiunto 78 punti e il sesto posto; Spaghetti n. 5 si è fermato a 61 punti, al sedicesimo posto. Non c’è contraddizione: si tratta di due prodotti diversi, con caratteristiche produttive e sensoriali differenti.

La stessa prudenza serve per leggere i risultati di La Molisana. Spaghetti n. 15 ha condiviso la vetta della classifica degli spaghetti, mentre Penne Rigate ha conquistato il primo posto tra le penne insieme a Conad Sapori e Idee.

È un esito molto positivo, ma resta legato ai campioni esaminati e al metodo adottato nei due test. Non autorizza a considerare equivalenti tutti i prodotti dello stesso marchio.

Che cosa indica il Miglior Acquisto

Il riconoscimento attribuito a Conad Sapori e Idee e La Molisana non significa che siano le sole penne di buona qualità. Non vuol dire nemmeno che ogni prodotto delle stesse marche avrebbe ottenuto lo stesso risultato.

Nel perimetro del test 2025, l’etichetta indica un rapporto particolarmente favorevole tra il punteggio raggiunto e il prezzo. È una distinzione utile per chi deve scegliere una pasta da consumare con frequenza.

Uno spaghetti più costoso può arrivare in cima grazie alle prestazioni sensoriali o analitiche. Una referenza meno cara può risultare più adatta al bilancio familiare, pur trovandosi più indietro. La scelta dipende da ciò che si cerca: il punteggio massimo, la spesa più bassa, una certa origine del grano, una confezione pratica oppure una resa specifica con il condimento.

Le principali sorprese del confronto

Il confronto lascia tre elementi da considerare. Il primo è il doppio primato di marchi che non vengono sempre percepiti come appartenenti alla fascia più prestigiosa: La Molisana condivide la vetta in entrambi i formati, mentre Conad arriva al primo posto nelle penne.

Il secondo riguarda le differenze all’interno dello stesso marchio. Barilla Spaghetti al bronzo si trova nella fascia alta, mentre la versione n. 5 è molto più indietro. Il nome sulla confezione, dunque, non basta a prevedere il punteggio.

Il terzo elemento è il peso del prezzo. Esselunga n. 3 non rientra nella top ten, ma viene segnalata per il costo contenuto. Tre Mulini Eurospin, pur appartenendo alla fascia economica, chiude invece la graduatoria degli spaghetti con 56 punti.

Ne esce una fotografia meno scontata della contrapposizione tra marca famosa e prodotto del supermercato. A comporre il risultato concorrono sicurezza, contenuto proteico, assenza di grano tenero, tenuta in cottura, gusto, qualità della confezione e prezzo.

 

Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda � un�esperta nel settore della sanit� con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell’ambiente e alimenti all’Universit� Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora…


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