Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026: minimo 14.000 euro


Il Voucher Digitalizzazione PMI del Lazio non rimborsa una percentuale della spesa: paga un importo fisso per ogni intervento, e la somma di quegli importi deve superare i 14.000 euro perché la domanda sia ammissibile. La Regione Lazio ha presentato la quarta edizione l’11 settembre 2026, 15 milioni di euro del Programma FESR Lazio 2021-2027, e il comunicato del 14 settembre annuncia l’apertura dal 29 settembre.

Quello che manca è l’atto: al 15 settembre 2026 l’Avviso e la determinazione che lo approva non risultano pubblicati, né sul Bollettino regionale né sulle schede dell’ente gestore. Importi, requisiti e date vengono dalla scheda di Lazio Innova, dal portale FESR e dal comunicato, e qui sotto diciamo riga per riga cosa è confermato e cosa aspetta l’atto.

Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026 in 30 secondi

  • Stato al 15 settembre 2026: misura presentata, Avviso non pubblicato, scheda Lazio Innova in «prossima apertura».
  • Cosa è: fondo perduto del PR FESR Lazio 2021-2027, pagato a importo fisso per intervento e non in percentuale sulla spesa.
  • Per chi: micro, piccole e medie con sede operativa nel Lazio, iscritte al Registro delle imprese italiano.
  • Quanto: sotto i 14.000 euro di contributo la domanda non è ammissibile; i tetti sono 50.000, 100.000 e 150.000 euro secondo la dimensione.
  • Come: domanda su GeCoWEB Plus con SPID, CIE o CNS, graduatoria e non click day. Apertura annunciata dal 29 settembre 2026, da confermare.

15 mlnDotazione annunciata

14.000 €Contributo minimo per presentare

71,18%Quanto resta netto di IRES e IRAP

Cosa è già ufficiale e cosa aspetta l’Avviso

Le righe confermate vengono dalla scheda di Lazio Innova dell’11 settembre 2026 e dal comunicato della Regione. Le altre le chiude l’atto.

Elemento Stato al 15 settembre 2026 Fonte
Dotazione di 15.000.000 euro Confermata Scheda, comunicato, portale FESR
Importi forfettari, minimo 14.000 euro, massimali 50/100/150 mila Sulla scheda, da riconfermare Scheda Lazio Innova
Beneficiari: micro, piccole e medie con sede operativa nel Lazio Sulla scheda, requisiti completi assenti Scheda e presentazione
GeCoWEB Plus e selezione a graduatoria Confermate Comunicato
Ora di apertura, scadenza, formulario disponibile Annunciato solo il giorno, 29 settembre 2026 Sottotitolo del comunicato
Regime di aiuto e cumulo Da confermare: nel 2025 era de minimis Avviso 2025
Criteri di punteggio, mese INPS e anno del modello IVA Da confermare Avviso 2026
Requisiti di Innovation Manager ed esperto di sicurezza Da confermare Avviso 2026
Decorrenza delle spese, durata, revoche e vincoli Da confermare Avviso 2026

Attenzione. Il 29 settembre 2026 è una data annunciata in un comunicato, non un termine fissato da un atto. Nel 2025 fra presentazione (23 settembre) e pubblicazione sul Bollettino (14 ottobre) passarono tre settimane, e i termini furono poi posticipati con una seconda determinazione.

Un importo fisso per intervento, non una percentuale di spesa

Il Voucher paga una somma forfettaria per tipologia di intervento (articolo 53 paragrafo 1 lettera c del Regolamento UE 2021/1060), più il 20% dell’articolo 55 per i costi diretti del personale. Se l’impresa spende meno del forfait la differenza resta a lei, se spende di più è a suo carico. Dieci postazioni Digital Workplace valgono 22.704,00 euro: a 1.500 euro l’una il contributo copre il 151% della spesa, a 3.000 euro l’una il 76%.

A Lazio Innova le fatture non si mandano: si verificano output e risultati. Nel 2025 il saldo si chiedeva con la Diagnosi Digitale ex post dell’Innovation Manager per piccole e medie, o con la Relazione del fornitore per le micro. Restano il codice unico di progetto in fattura (articolo 5 del DL 13/2023), i contratti software e cloud validi almeno tre anni e la conservazione dei documenti.

Intervento Micro Piccola Media
A. Diagnosi Digitale Non ammissibile 8.162,40 € 21.427,20 €
B. Digital Workplace (per postazione, una per addetto) 2.270,40 € 2.270,40 € 2.270,40 €
C. Digital Commerce & Engagement 4.954,80 € 8.125,20 € 15.873,60 €
D. Cloud: D.1 17.683,20; D.2 27.656,40; D.3 14.076,00; D.4 5.593,20 Stessi importi per ogni dimensione, una sola per ciascuna delle quattro
E. Cyber Security Non ammissibile 14.656,80 € 44.917,20 €
Contributo massimo 50.000 € 100.000 € 150.000 €

Importi dalla scheda dell’11 settembre 2026, identici al centesimo a quelli dell’edizione precedente. Le micro restano fuori da Diagnosi e Cyber Security; per piccole e medie la Diagnosi è obbligatoria e da sola non basta. La scheda 2026 aggiunge una frase nuova: niente contributo sulle tipologie già finanziate dagli Avvisi precedenti. Il forfait, poi, non si prende a metà: nel 2025 una postazione Digital Workplace si pagava solo con tutte e cinque le componenti software previste, di nuova adozione, rinnovi esclusi.

Il minimo di 14.000 euro esclude i progetti piccoli

La soglia è sul contributo, non sulla spesa. Una micro con due addetti che vuole due postazioni Digital Workplace e il Digital Commerce arriva a 9.495,60 euro: domanda non ammissibile. Con quattro addetti, e quindi quattro postazioni, lo stesso progetto vale 14.036,40 euro e passa per 36,40 euro. Chi non li ha deve aggiungere una macchina cloud: Digital Commerce più web server fanno 19.030,80 euro.

Gonfiare il progetto con interventi che non servono, solo per scavalcare i 14.000 euro, obbliga a realizzarli tutti: nel 2025 ridurre l’articolazione approvata costava la revoca. Senza cloud e senza postazioni da rifare, quella soglia resta lontana.

Attenzione. I massimali non sono lo standard. Secondo il portale FESR il contributo medio delle tre edizioni è stato di circa 85.600 euro, su progetti di ogni taglia: quello tipico di una micro vale fra 15.000 e 30.000 euro.

La dimensione decide il progetto, non solo il tetto

Alfa ha 6 dipendenti in unità di lavoro annue e 900.000 euro di fatturato: da sola è micro. Il socio che ne ha il 60% possiede anche il 70% di Beta, 15 addetti e 2.400.000 euro, nella stessa divisione ATECO. Per l’Allegato I al Regolamento UE 651/2014 sono collegate e i dati si sommano al 100%, con lo stesso meccanismo della guida al calcolo della dimensione d’impresa fra collegate e associate: Alfa è piccola, la Diagnosi diventa obbligatoria e nel 2025 la sua assenza costava la revoca dell’intero contributo. La classe, però, cambia solo se lo scostamento dura due esercizi consecutivi.

Come si tassa e come si contabilizza il contributo

Il contributo è imponibile per intero, e se valga come conto esercizio o come conto capitale cambia anche il trattamento della ritenuta: la distinzione è nella guida al trattamento fiscale dei contributi a fondo perduto. Per una società di capitali laziale sono IRES al 24% (articolo 77 del TUIR) e IRAP al 4,82%, cioè il 3,90% ordinario più 0,92 punti di maggiorazione regionale della legge regionale 20/2025. Carico del 28,82%: il netto vale il 71,18% del nominale. Per ditte individuali e società di persone conta l’IRPEF progressiva.

La ritenuta del 4% dell’articolo 28 comma 2 del DPR 600/1973 non si applica: l’articolo 74 paragrafo 1 del Regolamento UE 2021/1060 vieta detrazioni e ritenute sugli importi dovuti ai beneficiari. Su quella norma l’Agenzia delle Entrate fondò la risoluzione 51/E dell’11 giugno 2010, per il ciclo precedente. Non risulta prassi che la ripeta citando il regolamento del 2021: è un’estensione ragionata, e l’Avviso 2025 non menzionava ritenute.

In bilancio il forfait copre soprattutto consulenze, canoni cloud e servizi professionali: è un contributo in conto esercizio, voce A5, rilevato quando il diritto diventa certo (OIC 12 paragrafo 56 lettera f). La quota capitalizzata segue invece l’OIC 24 o l’OIC 16, con risconto passivo o riduzione del costo del bene. Come dividere un forfait unico fra le due nature l’Avviso non lo dice: la scelta va motivata in nota integrativa. E in conto capitale la rateizzazione in cinque quote non esiste più, soppressa dal D.Lgs. 192/2024.

Tre progetti tipo: quanto resta dopo le imposte

Voce Micro Piccola Media
Interventi 4 Digital Workplace, Digital Commerce, web server Diagnosi, 6 Digital Workplace, Digital Commerce, application server, database back up, Cyber Security Diagnosi, 10 Digital Workplace, Digital Commerce, database server, Cyber Security
Contributo dai forfait 28.112,40 € 67.843,20 € 132.578,40 €
IRES 24% 6.746,98 € 16.282,37 € 31.818,82 €
IRAP 4,82% 1.355,02 € 3.270,04 € 6.390,28 €
Contributo netto 20.010,40 € 48.290,79 € 94.369,30 €
Spesa effettiva ipotizzata 24.000,00 € 62.000,00 € 145.000,00 €
Copertura lorda 117,1% 109,4% 91,4%
Copertura netta 83,4% 77,9% 65,1%

Ipotesi dichiarate: società di capitali laziale, contributo tutto in conto esercizio, nessuna riduzione da plafond, spese effettive costruite per il confronto. Conta l’ultima riga: nella micro il lordo supera la spesa ma il netto ne copre l’83%, nella media si scende al 65%. La deduzione dei costi attenua l’effetto più avanti: i canoni pluriennali si deducono in tre anni, il contributo è tassato in uno. Prima del contributo viene la cassa: nel 2025 il progetto si chiudeva entro 6 mesi dalla concessione e il saldo arrivava entro 80 giorni dalla richiesta, otto mesi e mezzo di anticipo, più il 22% di IVA da recuperare.

Graduatoria e non click day: come si presenta la domanda

La domanda si presenta su GeCoWEB Plus con SPID, CIE o CNS e firma digitale del legale rappresentante. Non conta il minuto dell’invio, conta il punteggio: il rovescio della logica dei click day. Nel 2025 lo calcolava il proponente sui dati del modello IVA e sulla forza aziendale INPS, e un documento mancante azzerava il criterio senza soccorso istruttorio.

Consiglio operativo. Per una piccola o una media la voce lenta è l’Innovation Manager indipendente che firma la Diagnosi: nel 2025 servivano la certificazione UNI 11814 di un organismo accreditato Accredia oppure l’iscrizione all’Albo degli esperti in innovazione tecnologica del MIMIT, e non poteva essere firmata più di tre mesi prima della domanda. Quello che non si fa è firmare ordini o pagare fatture: nel 2025 gli interventi, Diagnosi a parte, andavano avviati dopo la domanda.

Cumulo e plafond de minimis

Nel 2025 il contributo era concesso in de minimis, il tetto che una stessa impresa unica può ricevere nell’arco di tre anni contati all’indietro dalla concessione, e l’Avviso vietava altri aiuti sugli stessi interventi. Se il 2026 conferma, il plafond è di 300.000 euro (Regolamento UE 2023/2831, articolo 3) e il taglio arriva in concessione: con 132.578,40 euro di contributo e 210.000 già ricevuti si scende a 90.000, e il progetto va realizzato per intero lo stesso, perché ridurne l’articolazione è motivo di revoca. Come si sommano contributi arrivati da fonti diverse nei tre anni è spiegato nella pagina su come si calcola il plafond de minimis residuo.

Il voucher nazionale per cloud e cybersecurity del MIMIT, con domande dal 10 novembre 2026, copre spese quasi identiche agli interventi D ed E e pesa sullo stesso plafond: se l’Avviso 2026 riprende il divieto del 2025, la stessa spesa non può stare in tutte e due. L’iperammortamento 2026 resta cumulabile, con base di calcolo al netto dei contributi sugli stessi costi. Stesso nome e meccanismo opposto nel Voucher Digitalizzazione PMI del Piemonte, che copre una percentuale della spesa, dal 50% al 65% fino a 25.000 euro. Le altre misure regionali con finestra aperta nelle stesse settimane sono nella pagina che aggiorniamo ogni mese sui bandi a fondo perduto attivi, l’inquadramento nazionale resta nel quadro dei bandi per la digitalizzazione delle PMI.

Da non confondere con il voucher della Camera di commercio di Roma

Voucher Digitalizzazione PMI 2026, Regione Lazio

Risorse FESR per 15 milioni, importi fissi per intervento, minimo 14.000 euro, graduatoria su GeCoWEB Plus. Apertura annunciata dal 29 settembre 2026, Avviso non pubblicato.

Voucher Doppia Transizione 2026, Camera di commercio di Roma

Dotazione di 10 milioni, 70% delle spese fino a 10.000 euro (11.500 con le premialità), spesa minima 3.000 euro, ordine cronologico, invio dalle 14:00 del 15 alle 14:00 del 22 settembre 2026.

I parametri dell’una non valgono per l’altra, e le finestre non si toccano: quella camerale chiude alle 14:00 del 22 settembre 2026, una settimana prima della data annunciata per il bando regionale. Requisiti sulla pagina della Camera di commercio di Roma, funzionamento di questi strumenti nella guida ai voucher delle Camere di commercio.

Le tre edizioni precedenti, lette sugli atti

Edizione Atto Bollettino Dotazione dell’atto
Prima, 2023 Determinazione G16494 del 7 dicembre 2023 BUR 99, Supplemento 1, del 12 dicembre 2023 15 milioni impegnati: 10 sull’Avviso, 5 riservati alle aree delle strategie territoriali
Seconda, 2025 Determinazione G17328 del 17 dicembre 2024 BUR 102 del 19 dicembre 2024 13 milioni
Terza, seconda edizione 2025 Determinazione G12965 dell’8 ottobre 2025, termini posticipati con G13041 BUR 85, Supplemento 1, del 14 ottobre 2025 15 milioni
Quarta, 2026 Non pubblicato al 15 settembre 2026 Non pubblicato 15 milioni annunciati

Secondo il portale FESR della Regione le tre edizioni hanno finanziato quasi 400 imprese per 33,7 milioni di contributi concessi, l’86% dei progetti a micro e piccole imprese. Il comunicato dà dotazioni diverse da quelle degli atti e chiama stanziamenti i contributi concessi: qui usiamo i numeri delle determinazioni.

Domande frequenti sul Voucher Digitalizzazione PMI Lazio 2026

Il bando apre davvero il 29 settembre 2026?

È la data del comunicato del 14 settembre 2026, senza orario e senza chiusura: finché la determinazione non compare sul Bollettino non è un termine giuridico.

Il contributo è tassato?

Sì, per intero: su una società di capitali laziale IRES al 24% e IRAP al 4,82% lasciano netto il 71,18% del nominale. La ritenuta del 4% non si applica, perché il regolamento europeo vieta trattenute sugli importi dovuti ai beneficiari.

Una micro impresa può chiedere Cyber Security o Diagnosi Digitale?

No, secondo la scheda 2026: le micro sono escluse dagli interventi A ed E e al posto della Diagnosi presentano una Relazione sulla Digitalizzazione.

Si può comprare prima di presentare la domanda?

Nel 2025 no: ogni intervento tranne la Diagnosi andava avviato dopo la data della domanda, e un ordine firmato prima lo faceva perdere. La regola 2026 sta nell’Avviso: è la trappola più cara della misura.

Chi ha già ricevuto il Voucher può ripresentare domanda?

La scheda 2026 esclude gli interventi su tipologie già finanziate dagli Avvisi precedenti. Nel 2025 l’esclusione era più ampia e riguardava l’intera impresa: il perimetro esatto lo fissa l’Avviso.

Come muoversi prima dell’apertura

  1. Calcolare la dimensione con associate e collegate.
  2. Comporre il progetto: i forfait devono superare i 14.000 euro e restare nel massimale.
  3. Contare gli addetti sull’attestazione INPS per le postazioni.
  4. Verificare il plafond de minimis residuo del gruppo.
  5. Tenere pronte credenziali e firma digitale, e aspettare l’Avviso prima di ordinare.

Seguiamo le imprese del Lazio anche sulle altre misure regionali, che hanno chiuso i termini a giugno 2026: il Voucher Manager per assumere quadri e dirigenti o acquistare consulenze manageriali, che sta sul PR FSE+, e il bando Donne e Impresa del Lazio, gestito anche quello da Lazio Innova. Chi assiste più clienti trova l’impostazione nella guida ai voucher digitali per chi segue le PMI.

Vuoi sapere se il tuo progetto supera i 14.000 euro di contributo e in quale classe dimensionale rientri? Compila il form in alto alla pagina: noi di Incentivimpresa facciamo il conto dei forfait e ti richiamiamo.

Fonte ufficiale: scheda «Voucher Digitalizzazione PMI 2026» di Lazio Innova dell’11 settembre 2026 e comunicato della Regione Lazio del 14 settembre 2026, con la scheda gemella su LazioEuropa. L’Avviso 2026 e la determinazione che lo approva non risultano pubblicati al 15 settembre 2026: il Bollettino Ufficiale della Regione Lazio è stato letto fino al numero 74 e le schede dell’ente gestore non ospitano documenti. I riferimenti all’edizione precedente vengono dall’Avviso della seconda edizione 2025. Aggiorniamo la pagina alla pubblicazione dell’atto.


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