EMERGENZA MINORI NEL NAPOLETANO, CAMPANIA IN ASCOLTO ATTACCA IL TERZO SETTORE: “LE ASSOCIAZIONI HANNO FALLITO, IMPOSSIBILE TOLLERARE L’IMPROVVISAZIONE”CASTELLAMMARE DI STABIA / PROVINCIA DI NAPOLI
Tra le strade della movida diCastellammare di Stabia e i quartieri della provincia di Napoli si sta consumando un’emergenza sotto gli occhi di tutti, ma affrontata da troppi con un silenzio complice. L’associazione Campania in Ascolto rompe il silenzio a seguito degli avvenimenti dell’ultimo mese di agosto, denunciando una realtà oramai insostenibile: il sistema del Terzo Settore e delle politiche giovanili locali è a un passo dal baratro.
Ad oggi manca un vero tavolo di lavoro tecnico e collettivo tra istituzioni, dipartimenti e realtà sociali. Risultato? Un territorio abbandonato a iniziative frammentate, improvvisate e prive di qualsiasi impatto sociale reale. Le recenti tragedie degli stupri a Castellammare: “Il fallimento drammatico della prevenzione”
I due recenti e terribili episodi di violenza sessuale che hanno sconvolto la comunità di Castellammare di Stabia non sono incidenti isolati, ma il sintomo tragico di un tessuto sociale e culturale completamente slabbrato. «Di fronte ai due stupri avvenuti di recente a Castellammare non si può rispondere con il solito cordoglio di facciata o con cortei simbolici che durano una sera,» dichiara con fermezza Campania in Ascolto. «Queste tragedie rappresentano il fallimento drammatico e inconfutabile di ogni finta politica di prevenzione finora attuata. La violenza di genere e la cultura del sopraffare nascono proprio lì dove lo Stato e le istituzioni educative hanno abdicato al loro ruolo. Non basta parlare di educazione all’affettività con slogan superficiali quando nelle strade regnano il degrado, la cultura del possesso e la totale assenza di figure educative di riferimento. La prevenzione dei reati d’odio e della violenza sessuale non si fa con i workshop di un’ora, ma con la presenza capillare nei quartieri, con il monitoraggio delle condotte a rischio fin dell’infanzia, con il supporto psicologico reale e con una cultura della legalità che non concede sconti.» “Villa Comunale come far west fino alle 2 di notte: dove sono le regole?”
L’allarme di Campania in Ascolto nasce dalla strada: minori lasciati a se stessi fino a notte fonda nelle zone più a rischio della città, come la Villa Comunale di Castellammare e non solo. «Gli ultimi avvenimenti dimostrano chiaramente che la presenza delle associazioni sul territorio non sta funzionando,» denuncia Campania in Ascolto. «Assistiamo a un proliferare di eventi, spettacoli, tornei e serate in discoteca promossi come ‘coesione sociale’ anche da Forum e associazioni giovanili. La realtà? Nessun format di prevenzione, contesti non sicuri, risse, consumo indisturbato di sostanze illegalmente vendute e zero controlli sull’alcol ai minori, e in generale.»
L’associazione attacca duramente anche la speculazione economica attorno alle attività giovanili: «Questi spazi dovrebbero essere posti sicuri, guidati da regole e accessibili a tutti. Invece si organizza la movida con ticket che superano i 20 e i 30 euro,50 euro, affidando la gestione a soggetti che non hanno alcuna formazione in ambito sociale. L’aggregazione senza regole ed etica non è sociale: è solo caos a pagamento.»Servizi Sociali e vuoto educativo: “Basta cecità sulle famiglie: serve un controllo serrato sui minori a rischio”
«Non è ammissibile che i Servizi Sociali ignorino l’esistenza di nuclei familiari che educano apertamente alla devianza e alla maleducazione: a queste famiglie i minori vanno monitorati rigidamente,» incalza la nota con fermezza. «Assistiamo a bambini di soli 3 o 4 anni che utilizzano un vocabolario volgarissimo e a giovani che idealizzano e scimmiottano personaggi con passati criminali presi da TikTok e dalle serie TV. Ma la situazione è ancora più grave: ragazzini di 14 anni partecipano già a risse, sfide violente e affronti in piena strada, o finiscono stesi sulle panchine in preda a malori per l’abuso di sostanze e alcolici venduti loro illegalmente senza alcun freno. Ciò che sconcerta è la reazione della comunità: adulti e passanti che se ne fregano del tutto di fronte a un minorenne a terra star male. La prevenzione sul territorio ha fallito su ogni fronte, le scuole sono diventate luoghi di costante pericolo per la totale assenza di educatori. Ci chiediamo: dove sono le sanzioni? Dove sono le norme? Dov’è la giustizia? La giustizia deve diventare invasiva e i controlli devono essere serrati ora, prima che tutto questo si trasformi nell’ennesima pagina di cronaca nera domattina.»
Lo schiaffo della narrazione social: “Basta slogan, aprite le porte ai professionisti” Mentre la dispersione scolastica tocca picchi drammatici e le famiglie sane e perbene vengono lasciate sole, il mondo del sociale si rifugia nell’apparenza. «Si urla all’educazione socio-affettiva, al supporto psicologico e all’aiuto alimentare solo per fare i post su Instagram e Facebook,» prosegue Campania in Ascolto. «Ma quando un’associazione formata da professionisti quali psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e medici, bussa alle porte per presentare progetti reali e gratuiti di prevenzione, trova le porte spesso sbarrate, soprattutto dai Forum e dalle realtà giovanili.»
I dati del disastro: devianza giovanile e criminalità a Castellammare e in provincia A confermare che la situazione è fuori controllo sono le statistiche ufficiali sulle dinamiche criminali nella provincia di Napoli e nell’area stabiese:
Emergenza giovanile a Castellammare: Un’incidenza critica di microcriminalità, acts vandalici e gruppi informali che presidiano lo spazio pubblico senza alcuna presenza educativa o istituzionale. Processi ai minori raddoppiati (+98%): Nell’area metropolitana e in provincia si registra il raddoppio dei processi a carico di minorenni, segnale di una fascia giovanile risucchiata dalla violenza. 132.000 denunce all’anno: La provincia di Napoli resta ai vertici nazionali per indice di criminalità.
Forze dell’ordine da sole: Nonostante la lieve flessione generale dei reati (-4,5%) dovuta all’impegno straordinario di Polizia e Carabinieri su piazze di spaccio e bande, la risposta repressiva non basta se il Terzo Settore continua a dormire.Rigore scientifico e formazione: il valore di Campania in Ascolto e delle realtà virtuose del territorio
In un panorama sociale in cui troppo spesso si fa spazio all’improvvisazione o al volontariato d’occasione, diventa fondamentale fare una distinzione chiara: il sociale richiede competenza, studio e responsabilità. Campania in Ascolto intende rendere omaggio e fare rete con tutte quelle associazioni ed enti del Terzo Settore che credono fortemente nel valore della preparazione e che non mandano i propri volontari allo sbaraglio senza strumenti idonei.
«Fare sociale non è un hobby né una passerella d’immagine: è una responsabilità civile ed etica enormemente delicata,» sottolinea l’associazione. «Per questo motivo, sulla scia delle migliori prassi associative, Campania in Ascolto fa della formazione il proprio pilastro d’accesso: prevediamo corsi interni preparatori rigorosi e obbligatori per tutti i nostri volontari. Senza il superamento di questo percorso formativo e dei relativi momenti di verifica, a nessuno è consentito svolgere attività operative o entrare in contatto con gli utenti e i minori. Non lasciamo e non si deve lasciare spazio all’improvvisazione: per aiutare chi soffre, per prevenire il disagio e per intervenire nelle ferite del nostro territorio servono preparazione, supervisione scientifica e deontologia. Chi si improvvisa educatore o operatore sociale senza lo studio e la preparazione necessaria rischia, anche con le migliori intenzioni, di fare danni. L’impegno sociale vero si misura dalla qualità del servizio che si offre alla comunità.»
CONCLUSIONE: “Il tempo del finto buonismo è finito” «Non siamo più disposti ad assistere in silenzio al degrado morale e sociale del nostro territorio. Di fronte ai drammi di Castellammare di Stabia, dagli stupri alle baby gang, dal bullismo all’abbandono dei minori, le istituzioni, i Servizi Sociali e i Forum giovanili devono scegliere da che parte stare: proseguire con la logica delle feste-vetrina, o abbracciare il rigore, la legalità e la professionalità. Chiediamo l’immediata istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente sulla Prevenzione e la Violenza di Genere e l’avvio di controlli sulle famiglie che abbandonano o instradano i propri figli verso la criminalità. Le vite dei ragazzi non si salvano con i like sui social, ma con la presenza, le regole e la competenza.»
Sito Ufficiale: https://associazione-campania-in-ascolto.webnode.it/
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