Il BOE amplia il sollievo fiscale su benzina e gasolio


Il Bollettino Ufficial dello Stato (BOE) ha pubblicato questo mercoledì il decreto reale che raccoglie e prolunga varie misure per contenere il nuovo aumento dell’inflazione, tra cui l’estensione da domani dell’alleviamento fiscale applicato alla benzina e al gasolio.

In sostanza, questo nuovo pacchetto di azioni contro l’aumento dei prezzi derivante dalla guerra in Iran include l’ampliamento delle riduzioni fiscali su benzina e gasolio fino al 31 dicembre —i sussidi scadevano questo 30 settembre—, oltre a mantenere bloccata la tariffa regolata del gas e il prezzo della bombola di butano.

“È uno sforzo che nel suo complesso comporterebbe più di 12.000 milioni di euro per le casse pubbliche, un piano di protezione ambizioso per famiglie e imprese, mentre continuiamo con questo impulso per garantire la sovranità energetica e l’elettrificazione della nostra economia”, ha difeso ieri il vicepresidente primo e ministro dell’Economia, Commercio e Impresa, Carlos Cuerpo, nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri.

Bonifiche su benzina e gasolio

A partire da domani si attivano le nuove bonifiche nell’ambito dell’Imposta sugli Idrocarburi: 20 centesimi al litro in ottobre per benzina e gasolio, 13 centesimi in novembre e 6 centesimi in dicembre, con una clausola di salvaguardia automatica se il prezzo del petrolio rimane elevato.

Così, se le quotazioni aumentano di oltre il 15%, lo sconto tornerà ad essere di 20 centesimi al litro in novembre o in dicembre.

Limite al gas e prezzo massimo della bombola di butano

Il Decreto Reale-legge diffuso questo mercoledì dal BOE recupera anche due strumenti che erano già in vigore nel momento più critico della guerra in Ucraina: si limita il peso della quotazione del gas nella formula di calcolo della Tariffa di Ultimo Ricorso (TUR) del gas naturale e si fissa un prezzo massimo di 19,55 euro per la bombola di butano.

Nel caso del gas, il costo del gas naturale ha superato gli 80 euro per megawattora (MWh) nell’UE nella seconda settimana di settembre e il suo impatto sulla formula della TUR avrebbe provocato un forte e brusco incremento nella bolletta delle famiglie e delle PMI ad essa aderenti, superiore al 45% dopo la revisione di domani 1 ottobre.

Per evitare questo salto, il peso della quotazione del gas potrà aumentare solo del 35% rispetto al valore attuale, in modo che l’aumento finale della TUR si attesti intorno al 15%. Questa intervento, coincidente con l’arrivo dell’inverno e il prevedibile aumento del consumo per il riscaldamento, avrà continuità nel tempo. Nelle successive revisioni trimestrali della TUR, l’aumento massimo della quotazione del gas sarà limitato al 15%, fino a quando non si recupererà il deficit generato e si ristabilirà l’equilibrio.

Per quanto riguarda la bombola di butano, sebbene la formula per calcolare il prezzo massimo del GPL in bottiglia limiti già le variazioni al 2% al rialzo o al ribasso in ogni revisione bimestrale, si fissa un tetto di 19,55 euro fino al 30 giugno 2027, con l’obiettivo di garantire l’accesso dei consumatori a questo fornitura essenziale, il cui prezzo massimo attuale è di 18,84 euro. Il possibile deficit che si genererà sarà compensato con il meccanismo abituale.

IVA della luce e del gas condizionata all’evoluzione dei prezzi

Il decreto mantiene altresì la clausola di salvaguardia legata alla riduzione dell’IVA e dell’imposta speciale sull’elettricità. Se l’IPC di settembre 2026 risulta superiore del 15% rispetto a quello registrato nello stesso mese dell’anno precedente, l’IVA della luce e del gas sarà ridotta dal 21% al 10% e l’Imposta sull’Elettricità scenderà dal 5,1% allo 0,5%.

Questa riduzione fiscale sulla bolletta elettrica si applicherà a coloro che hanno contratto una potenza inferiore a 10kW e ai beneficiari del bonus sociale, mentre la riduzione dell’IVA si estenderà anche al gas naturale, briquettes e ‘pellets’, così come alla legna da ardere.

È opportuno ricordare che il primo decreto approvato a marzo ha già fissato per tutto il 2026 il cosiddetto scudo sociale del Governo, attraverso gli sconti straordinari del bonus sociale elettrico (42,5% per i consumatori vulnerabili e 57,5% per i vulnerabili severi), l’aumento dell’aiuto minimo del bonus sociale termico a 50 euro e il divieto di interrompere le forniture essenziali (acqua ed energia) alle famiglie vulnerabili.

Proroga delle agevolazioni al trasporto e al gasolio agricolo

Nei settori più esposti all’aumento dei costi energetici si prolungano le agevolazioni per il settore agricolo e il trasporto professionale su strada.

In concreto, si estendono per tutto il 2026 i sussidi al trasporto terrestre —rimborso parziale dell’imposta sui carburanti di 5 centesimi al litro in ottobre, 12 centesimi in novembre e 19 centesimi in dicembre— e si mantiene il supporto al trasporto marittimo e ferroviario.

Inoltre, si amplia fino al 31 dicembre l’aiuto al gasolio agricolo con una bonificazione di 20 centesimi al litro, insieme all’aiuto compensativo per armatori di pesca.

Come novità, si avvia una nuova linea specifica per la ferrovia merci, che prevede un aiuto di 15.000 euro per locomotiva diesel, una richiesta avanzata dallo stesso settore.

Si conservano inoltre le misure sociali legate alla protezione dell’occupazione, in modo che le aziende che ricevono supporto pubblico non potranno licenziare.

Più riserve di gas per l’inverno

Il decreto rafforza anche il volume di gas naturale liquefatto (GNL) previsto nel Piano di Azione Invernale (PAI), al fine di far fronte a picchi di domanda o a tensioni di fornitura durante i mesi freddi.

Per questo esercizio, il piano eleva le riserve di GNL nei serbatoi degli impianti di rigassificazione fino a 21 giorni distribuiti lungo i cinque mesi invernali, rispetto ai 16,5 giorni previsti nel PAI precedente.

L’aumento si concentra a novembre —tre giorni rispetto a uno—, dicembre —3,5 giorni rispetto a 2,5 giorni— e marzo —tre giorni rispetto a 1,5 giorni—, mentre rimangono invariati gennaio —6,5 giorni— e febbraio —cinque giorni—.

La norma autorizza inoltre il Governo a permettere alla Corporazione delle Riserve Strategiche di Prodotti Petroliferi (CORES) di fissare la localizzazione geografica e i punti concreti di stoccaggio da cui dovranno essere liberate le riserve di sicurezza durante la loro mobilitazione in periodi di tensione nei mercati, con l’obiettivo di garantire la fornitura in tutti i centri di consumo.

Inoltre, si aggiorna il regime sanzionatorio della Legge 34/1998, del settore degli idrocarburi, raddoppiando gli importi delle multe associate alle diverse infrazioni.

Attualmente, il regime sanzionatorio prevede sanzioni fino a 30 milioni di euro per le infrazioni molto gravi, fino a 6 milioni per le gravi e fino a 600.000 euro per le lievi. Con la riforma, le molto gravi potranno raggiungere fino a 60 milioni di euro.

Nuovi incarichi alla CNMC su energia e catena alimentare

Il decreto incorpora anche due nuovi mandati alla Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC). Il primo consiste nell’elaborare uno studio sulla formazione dei prezzi nei mercati all’ingrosso e al dettaglio dell’energia, e il secondo nell’analizzare il funzionamento della catena del valore alimentare.

Con la pubblicazione del decreto nel BOE, la maggior parte delle misure contemplate entra in vigore domani, salvo la limitazione della variazione del costo della materia prima nella tariffa di ultimo ricorso (TUR) del gas naturale, che si applica da oggi stesso, e le disposizioni che regolano l’attività di produzione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili, cogenerazione e rifiuti, che inizieranno ad applicarsi tre mesi dopo la loro pubblicazione.


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