Coop e il Ce.Sto contro le povertà


L’ accoglienza non si fa con l’assistenzialismo ma promuovendo una vera integrazione, che mobiliti le risorse delle persone, aiutandole ad affrancarsi dal bisogno per diventare membri attivi della comunità. La cooperativa sociale Il Ce.Sto di Genova ne è convinta da sempre e per questo, negli anni, ha lavorato per affiancare all’accoglienza di base che lo Stato garantisce alle persone richiedenti asilo tutta una serie di attività e iniziative, volte a rendere il centro storico di Genova, al quale fa riferimento il nome stesso della cooperativa, un luogo ricco di opportunità, differenze e contaminazioni generative, a beneficio di tutti: residenti, commercianti, cittadine e cittadini, giovani e migranti. Coop Liguria l’ha affiancata spesso in passato e oggi rinnova il proprio impegno con un accordo innovativo, che mira ad agevolare la gestione del supporto alimentare ai rifugiati.

Cosa fanno insieme Coop e il Ce.Sto

«La galassia del Ce.Sto – spiega la presidente Federica Scibetta – è formata da una cooperativa sociale, dove oggi lavorano più di 130 persone, e da un’associazione, che mobilita circa una cinquantina di volontarie e volontari. La nostra cooperativa si occupa di povertà a vari livelli: gestiamo un CAS per migranti (Centro di Accoglienza Straordinaria) da circa 150 posti, una comunità dove risiedono 16 minori non accompagnati e assistiamo altre 80 persone che hanno già ottenuto lo status di rifugiate e rifugiati, o provengono da corridoi umanitari, ma presentano particolari fragilità, quindi hanno diritto al supporto dei SAI (Servizi di ssistenza e integrazione) del Comune. In più ci occupiamo di persone senza fissa dimora di varia provenienza, italiani e stranieri. Crediamo fortemente che agio e disagio possano e debbano convivere: per questo ci siamo sempre battuti per privilegiare un’accoglienza diffusa, in piccoli appartamenti, che permettano agli ospiti di sviluppare una socialità: avere dei vicini di casa, mandare i figli a scuola, partecipare alla vita del quartiere. La nostra attività si sviluppa da sempre su due direttrici: da un lato l’accoglienza vera e propria, partecipando ai bandi della Prefettura e del Comune per l’assistenza ai migranti; dall’altra la rivitalizzazione del centro storico, con una miriade di laboratori, eventi e iniziative rivolte a tutti, proprio per far sì che le persone si mescolino, si conoscano e dividano gli stessi spazi. Un modello alternativo all’assistenzialismo tradizionale, che sta dando frutti importanti: la nostra Cooperativa in 20 anni è passata da 3 a 130 dipendenti e le persone che ogni anno gravitano attorno all’area dei Giardini Luzzati partecipando alle nostre iniziative sono più di 200 mila. Un luogo che un tempo era abbandonato oggi è vivo, promuove iniziative culturali capaci di coinvolgere persone di estrazione molto diversa e lavora in rete con tutte le altre associazioni del centro storico. In questo incubatore, anche i migranti hanno un’opportunità per reinventarsi, come dimostrano tante delle loro storie: da Uchechukwu Wuagwu detto Uche, arrivato in Italia su un barcone e oggi colonna portante del nostro ristorante, ai minori che abbiamo aiutato e che tornano a trovarci per raccontarci che sono riusciti a costruirsi una vita, spesso anche aprendo delle attività in proprio».
Per sostenere questo impegno enorme e di grande valore per la città, la coop Il Ce.Sto ha sentito il bisogno di cambiare passo nella gestione del supporto alimentare ai migranti. «Fino a oggi – spiega Scibetta – acquistavamo direttamente i generi alimentari a lunga conservazione stoccandoli in un magazzino qui nel centro storico e poi organizzavamo distribuzioni settimanali, appoggiandoci a un negozio della zona per i prodotti freschi come pane, carne, pesce e ortofrutta. Un modello onerosissimo per noi, per ragioni logistiche, perché il centro storico è poco raggiungibile, quindi la movimentazione della merce è particolarmente difficoltosa. In più dovevamo utilizzare personale sia per conservare i prodotti che per distribuirli. Nella logica del “fare rete” che contraddistingue le cooperative di Legacoop, quindi, abbiamo pensato di coinvolgere Coop Liguria, stringendo un accordo del tutto innovativo: acquisteremo da Coop un numero di buoni pari al valore complessivo che le nostre assistite e i nostri assistiti devono ricevere ogni mese e poi glieli consegneremo, invitandoli a fare la spesa in autonomia. Questo permetterà alle famiglie di decidere da sole quali prodotti acquistare, anziché doversi adattarea quanto ricevevano da noi, ed eviterà a chi abita lontano la scomodità di dover sempre raggiungere il centro storico. Coop Liguria, inoltre, ci riconoscerà un 3% di sconto sul valore dei buoni e ci permetterà di dilazionare il pagamento, cosa molto importante per chi, come noi, deve anticipare le spese in attesa dell’erogazione dei fondi pubblici».

L’emporio solidale

Coop Liguria e il Ce.Sto, in questo caso l’associazione, collaborano da tempo anche sul progetto dell’emporio solidale nato da alcuni anni in via Canneto il Lungo, grazie all’impegno di una rete di associazioni del territorio tra cui Anpi e Genova Solidale. Oltre a fornire beni di prima necessità a chi è in stato di bisogno, l’emporio ha attivato un centro di ascolto che offre consulenze sui diversi temi e organizza corsi di varia natura. A rendere unico l’emporio è la scelta di premiare la partecipazione: chi presta servizio o frequenta i corsi accumula punti, che permettono di prelevare più prodotti. Coop Liguria sostiene il progetto con le donazioni del “Buon Fine”, consegnando alle volontarie e ai volontari dell’emporio tutti i prodotti non più vendibili ma ancora idonei al consumo del supermercato di Carignano, e destina a questa realtà parte dei prodotti donati da Socie, Soci e clienti durante le raccolte “Dona la spesa” e “Spesa sospesa”. La Cooperativa, inoltre, negli anni ha promosso assieme all’Emporio diversi laboratori sul tema dell’alimentazione.

La pasta “pop” a 5 euro

La collaborazione tra Coop e il Ce.Sto ha portato anche all’ideazione di un’iniziativa che è stata lanciata due anni fa e a breve sarà riproposta: l’inserimento nel menu del ristorante che il Ce.Sto gestisce ai Giardini Luzzati di un piatto di pasta al pomodoro “pop” a soli 5 euro, per permettere a chi non ha molti soldi da spendere di mangiare un piatto sano e genuino a un prezzo davvero contenuto, reso sostenibile dal fatto che Coop Liguria donerà al Ce.Sto un’ampia fornitura di pasta e pomodoro.

 

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