Marco Iacobucci Epp per Shutterstock
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge da 196 milioni di euro per contrastare gli effetti del caro gasolio su tre settori messi in ginocchio dall’aumento dei prezzi: autotrasporto, agricoltura e pesca. Il provvedimento prevede crediti d’imposta per gli autotrasportatori, contributi a fondo perduto per agricoltori e pescatori e la possibilità di sospendere i canoni di leasing dei mezzi.
Non si tratta però di un nuovo taglio generalizzato delle accise alla pompa, bensì di aiuti mirati alle imprese più esposte al costo del carburante, in un contesto segnato dalle proteste degli autotrasportatori e dai blocchi su alcune arterie del Paese.
Oggia alle 12,00 il Consiglio dei ministri si era riunito con d’urgenza per varare un pacchetto di interventi straordinari mirati a calmierare i costi di gestione di merci e prodotti agricoli. «Non sono promesse, sono risorse che già stanno arrivando», ha dichiarato Giorgia Meloni in un videomessaggio pubblicato su X dopo il via libera al decreto. La premier ha separato nettamente le associazioni che hanno revocato fermi e manifestazioni da chi continua a bloccare le strade, definendo minacce e danni ai camion «intimidazione» e non protesta.
Quali sono le misure urgenti previste dal nuovo decreto del Governo
Il provvedimento chiave scaturito dalla riunione dell’esecutivo è un decreto da circa 196 milioni di euro concepito per contrastare in maniera diretta l’aumento esponenziale del prezzo del gasolio. La strategia delineata dal Governo sceglie di non percorrere la strada di un taglio generalizzato e indiscriminato delle accise alla pompa, preferendo concentrare il gettito economico attraverso contributi a fondo perduto e crediti d’imposta destinati in modo selettivo alle categorie professionali più colpite: autotrasporto, agricoltura e pesca.
A dare l’annuncio della firma del testo e dell’intesa raggiunta con le rappresentanze di categoria è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, confermando via social che le prime risorse finanziarie risultano già in fase di erogazione e pagamento. L’obiettivo primario dell’intervento governativo è quello di iniettare liquidità immediata nelle casse aziendali per evitare il tracollo dei bilanci e fermare l’effetto domino sui prezzi al consumo.
Come funziona il credito d’imposta e il bonus gasolio per l’autotrasporto
Per quanto riguarda il comparto della logistica e del trasporto su gomma, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha già attivato le procedure operative per sbloccare i crediti fiscali. Secondo quanto chiarito dal viceministro Edoardo Rixi, l’Agenzia delle Entrate ha certificato i primi elenchi aziendali, permettendo all’incirca alle prime 2.000 imprese di visualizzare i crediti direttamente sul proprio cassetto fiscale. Un’operazione di ampia portata che entro la fine dell’estate punta a coinvolgere una platea complessiva di 32.000 aziende del settore, in attesa dell’apertura di una nuova finestra temporale programmata per il mese di novembre.
La struttura finanziaria a supporto del comparto è imponente: agli oltre 480 milioni messi in campo nella prima fase dell’anno, si aggiungono ulteriori 60 milioni dedicati alla copertura dei consumi autunnali, garantendo la possibilità di utilizzare le compensazioni fiscali anche nei primi mesi del 2027 per tutelare i bilanci aziendali da eventuali scompensi. In parallelo, per venire incontro alle piccole e medie realtà escluse dalle agevolazioni europee — riservate ai soli mezzi di categoria Euro 5 o superiore e oltre le 7,5 tonnellate —, è stata disposta la sospensione per sette mesi delle rate di leasing sui veicoli.
Sul piano contrattuale viene inoltre introdotto il recepimento normativo del cosiddetto “metodo spagnolo”, un meccanismo che obbliga all’adeguamento dei contratti e permette agli autotrasportatori di inserire in fattura l’extra-costo del carburante da ripartire con i committenti, anche in presenza di soli accordi verbali.
Le risorse per settore agricolo e pesca
L’altro aspetto fondamentale del decreto riguarda il settore primario, strutturalmente dipendente dall’impiego di carburante per la lavorazione dei campi e la navigazione dei pescherecci. Come illustrato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il decreto destina 60 milioni di euro per calmierare le spese sostenute dalle aziende agricole per il gasolio.
I fondi, gestiti ed erogati dall’agenzia pubblica Agea a saldo degli acquisti effettuati fino a metà ottobre, permetteranno di coprire un volume stimato di 121 milioni di litri di carburante, assicurando alle imprese agricoltrici un ristoro concreto che potrà raggiungere i 45 centesimi al litro.
Non viene trascurato nemmeno il comparto della pesca marittima, doppiamente penalizzato dall’aumento dei costi operativi e dalle difficoltà di commercializzazione del pescato. Agli operatori della filiera ittica il testo garantisce un contributo a fondo perduto pari al 10% della spesa complessiva sostenuta per l’acquisto di carburante nel periodo compreso tra inizio giugno e metà ottobre, entro un tetto massimo complessivo fissato a 10 milioni di euro per l’anno in corso.
Come sta evolvendo la situazione a Sud
Mentre il decreto legge definiva il perimetro finanziario del provvedimento, sul territorio nazionale e in particolare nel Sud Italia la tensione sociale si è tradotta in mobilitazioni a macchia d’olio. A Napoli oggi le proteste hanno visto camionisti e manifestanti occupare le arterie stradali dirette ai varchi portuali, avanzando a passo d’uomo con strombettio di clacson e mandando in tilt la circolazione cittadina.
I disagi hanno toccato vette critiche sul fronte dell’assistenza sanitaria: l’Ordine dei Medici di Napoli ha lanciato un allarme sui forti ritardi e le difficoltà incontrate da dottori e personale sanitario nel raggiungere ospedali, ambulatori e abitazioni dei pazienti fragili a causa della carenza di carburante ai distributori.
Nelle ultime ore la situazione sul campo ha tuttavia iniziato a registrare un progressivo e cauto ritorno alla normalità. Nell’area del Pollino e della Sibaritide i presidi dei manifestanti sono stati smantellati, portando alla riapertura al traffico di importanti arterie come la Statale 534 e la Statale 106.
La ripresa della circolazione dei mezzi di trasporto ha così consentito di riavviare i rifornimenti dei beni alimentari verso le corsie dei supermercati locali, scongiurando il rischio di svuotamento degli scaffali. Analogo sblocco è stato confermato in Sicilia, dove a seguito di un tavolo di confronto coordinato dalla Prefettura di Catania sono stati revocati gli ultimi blocchi ancora attivi sulle strade e nei nodi portuali dell’isola.
Una tesa tregua economica
Il pacchetto di aiuti approvato dall’esecutivo rappresenta un passaggio fondamentale per allentare la pressione su comparti nevralgici dell’economia nazionale e ripristinare la regolarità della rete logistica. Tuttavia, la revoca dei blocchi stradali e lo sblocco dei crediti fiscali costituiscono solo il primo passo di un percorso di ripresa che si preannuncia complesso per gli operatori sul campo.
La vera sfida per i prossimi mesi consisterà nel velocizzare i tempi di erogazione materiale dei contributi e nel ricostruire la catena della fiducia commerciale con i clienti perduti durante i giorni di blocco. Solo la continuità delle misure strutturali e un monitoraggio costante sui prezzi dell’energia potranno evitare che nuove fiammate dei listini minaccino di paralizzare il Paese.
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