Giovedì il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge con misure di sostegno straordinarie per autotrasporto, agricoltura e pesca. Il provvedimento introduce un nuovo pacchetto di aiuti per compensare i costi del carburante e allentare la pressione sulle catene di approvvigionamento, già messe a dura prova dalle interruzioni dei trasporti e dai prezzi elevati dei fattori di produzione.
Secondo una bozza del provvedimento riportata da Agra Press, al settore agricolo saranno destinati €60 milioni in contributi a fondo perduto. Gli aiuti saranno calcolati sul 20% del carburante acquistato tra il 1° giugno e il 15 ottobre 2026. La bozza stabilisce che AGEA, l’agenzia italiana per le erogazioni in agricoltura, dovrà definire le regole per la presentazione della documentazione relativa agli acquisti di carburante entro cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto. Una volta ricevuta la domanda, AGEA avrà 30 giorni per versare l’importo sul conto bancario del beneficiario.
Per la pesca, la bozza stanzia €10 milioni. Il contributo sarà calcolato sul 10% del carburante acquistato nello stesso periodo. I pagamenti saranno gestiti dalla Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero dell’Agricoltura, secondo le stesse tempistiche previste per il comparto agricolo.
Le organizzazioni agricole e della pesca hanno accolto in generale con favore il provvedimento, osservando tuttavia che affronta solo una parte del problema. Diverse associazioni hanno descritto il sostegno all’agricoltura come una copertura parziale dei maggiori costi del gasolio, in alcuni casi fino a €0,45 al litro, anche se le condizioni operative precise saranno definite dal testo pubblicato in via definitiva. Il governo è intervenuto dopo settimane di proteste dei produttori per il forte aumento del carburante e degli altri costi di produzione, legato alle tensioni internazionali, e mentre manifestazioni hanno perturbato il trasporto merci in alcune zone del Paese.
Il pacchetto comprende anche misure per l’autotrasporto, anche se alcuni dettagli sono emersi attraverso le associazioni di settore prima della pubblicazione integrale del decreto. Legacoop Agroalimentare e Legacoop Produzione e Servizi hanno dichiarato che il provvedimento prevede altri €66,4 milioni per coprire integralmente le richieste di credito d’imposta sul gasolio già presentate dalle imprese di trasporto per il periodo marzo-agosto 2026. Le stesse associazioni hanno riferito che sono stati stanziati anche €60 milioni per il periodo settembre-ottobre 2026, con l’apertura delle domande prevista all’inizio di novembre e la possibilità di utilizzare il credito nel 2027. Secondo le associazioni, il decreto consente inoltre alle imprese di sospendere i canoni di leasing in scadenza tra il 1° novembre 2026 e il 31 marzo 2027 e rafforza la clausola sul sovrapprezzo carburante.
L’intervento del governo arriva mentre le associazioni imprenditoriali continuano a lanciare l’allarme sui blocchi del trasporto merci e sui mancati ritiri delle merci, soprattutto nell’Italia meridionale. Confagricoltura ha dichiarato che in Campania permangono motivi di preoccupazione, con le interruzioni dell’autotrasporto ancora in corso. Copagri ha riferito che i propri associati, in particolare in Puglia e Campania, hanno segnalato gravi problemi legati al mancato ritiro delle merci, compresi prodotti freschi e deperibili. Secondo l’organizzazione, la situazione ha aumentato gli sprechi e aggravato la pressione sulle aziende agricole, già alle prese con gli elevati costi di gasolio, energia e fertilizzanti.
Diverse associazioni hanno dichiarato che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato un intervento del Ministero dell’Interno per ripristinare la libera circolazione delle merci. Confagricoltura ha accolto con favore gli sforzi del governo per riattivare il traffico merci ed evitare speculazioni sui prodotti alimentari. Copagri ha chiesto l’istituzione di «corridoi logistici protetti» per i prodotti freschi e i mangimi, sostenendo che i blocchi stanno causando danni immediati lungo tutta la filiera alimentare.
Coldiretti ha definito i €60 milioni per il gasolio agricolo una risposta importante alle ripetute richieste degli agricoltori e ha affermato che la procedura semplificata per i pagamenti dovrebbe accelerare l’immissione di liquidità nelle imprese. CIA-Agricoltori Italiani ha dichiarato che i contributi daranno «una boccata d’ossigeno» a un settore alle prese con una grave crisi di liquidità, ma ha definito il provvedimento solo un primo passo e chiesto interventi strutturali che vadano oltre gli aiuti d’emergenza. Terra Viva ha osservato che l’efficacia del pacchetto dipenderà dalla rapidità con cui le risorse arriveranno alle imprese, da procedure semplici e da criteri chiari. Ha inoltre esortato il governo a utilizzare i dati già presenti nei fascicoli aziendali per ridurre gli adempimenti e garantire che le piccole aziende agricole non restino escluse.
Confagricoltura ha sottolineato l’importanza della tempestività dell’intervento, chiedendo al contempo un rapido intervento europeo per contenere i prezzi del carburante in tutto il mercato unico. Copagri ha affermato che il sostegno a breve termine è necessario, ma ha sostenuto che dovrebbe essere accompagnato da misure strutturali, a partire da un taglio delle accise sui carburanti. Ha inoltre avvertito che una parte dei finanziamenti sembra provenire da risorse inizialmente destinate a un credito d’imposta sui fertilizzanti, un altro comparto in cui i costi restano elevati.
Legacoop ha dichiarato che il decreto sembra rispondere a molte delle richieste avanzate negli ultimi mesi dalle cooperative agricole, della pesca, dei trasporti e della logistica. Ha tuttavia avvertito che il pacchetto deve poter essere utilizzato subito, senza ritardi dovuti a norme attuative o ostacoli amministrativi. L’associazione ha inoltre affermato che i blocchi stradali in corso hanno già causato pesanti perdite alle cooperative interessate e che, dopo la decisione del Consiglio dei ministri, non vi sono giustificazioni per ulteriori interruzioni delle principali vie di trasporto nazionali.
La misura sul gasolio agricolo è rilevante anche al di là dell’agricoltura primaria. Se i pagamenti arriveranno rapidamente e il traffico merci tornerà alla normalità, gli aiuti potrebbero attenuare parte della pressione sui costi per i viticoltori e gli altri fornitori del settore agricolo; condizioni migliori per l’autotrasporto potrebbero inoltre rendere più regolare la movimentazione delle merci per birrifici, produttori di distillati e distributori di bevande. L’impatto sul commercio delle bevande dipenderà tuttavia dalla tempestività con cui gli aiuti raggiungeranno le imprese e dall’effettiva soluzione dei problemi di trasporto sul territorio.
Il legame è particolarmente rilevante in un momento in cui i costi logistici sono diventati un problema più ampio per le imprese, non solo per il settore agricolo. I produttori di vino, birra e distillati dipendono dalla stessa rete stradale utilizzata per trasportare bottiglie, lattine, ingredienti, imballaggi e prodotti finiti. I ritardi nel ritiro dei prodotti agricoli o nel traffico merci regionale possono ripercuotersi sui calendari di imbottigliamento, sulla rotazione delle scorte nei magazzini e sulle consegne a rivenditori e ristoranti.
Nel settore della pesca, i rappresentanti hanno dichiarato che il peso dei costi del carburante è diventato particolarmente difficile da sostenere. Coldiretti Pesca ha definito il fondo da €10 milioni un passo importante per le flotte che hanno ridotto le uscite in mare a causa dei costi energetici. L’associazione ha affermato che un pieno per un peschereccio può costare fino a €16.000. Ha inoltre riferito che il settore ittico italiano conta circa 12.000 imbarcazioni e un fatturato annuo di poco inferiore a €750 milioni, mentre il gasolio costa di recente circa €1,65 al litro e raggiunge €1,80 nelle aree insulari. Secondo l’associazione, il settore è sotto pressione anche per il riscaldamento delle acque, la presenza di specie invasive come il granchio blu e la concorrenza dei produttori extra-UE.
Nelle reazioni delle diverse associazioni, la richiesta comune principale è stata quella di accelerare i tempi. Le organizzazioni vogliono che AGEA e l’amministrazione della pesca aprano rapidamente le procedure, evitino la duplicazione della documentazione e trasferiscano le risorse senza i ritardi che hanno rallentato programmi precedenti. Chiedono inoltre al governo di passare dai rimborsi d’emergenza a politiche di più lungo periodo sui costi dei carburanti, sulla liquidità e sull’accesso al credito.
Le associazioni dell’autotrasporto hanno dichiarato di aspettarsi che il prossimo ciclo di colloqui con il governo, previsto per il 27 ottobre, si concentri sulle soluzioni a medio termine, compresi strumenti per prevenire nuovi shock legati ai prezzi del carburante e verificare che le misure approvate dal Consiglio dei ministri siano effettivamente attuate.
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