DPFP 2026: le misure approvate in CdM per pensioni, IRPEF, bonus, agevolazioni fiscali e contributive



Il Documento programmatico di finanza pubblica 2026 delinea la cornice di riferimento in cui si innesta la prossima legge di Bilancio 2027. Gli interventi previsti a favore di imprese e lavoratori vanno dalla proroga dell’iperammortamento alla riduzione della seconda aliquota IRPEF, dall’estensione della pensione anticipata contributiva a 64 anni alla proroga dell’Ape sociale. Ma non basta, altre misure sono anche previste in materia sgravi contributivi ed energia. Quali?

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato nella seduta del 2 ottobre il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP). Va ricordato come il Documento ha sostituito, potenziandolo, il contenuto informativo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF) e costituisce l’atto propedeutico alla presentazione della manovra finanziaria, fornendo un aggiornamento del quadro di riferimento. Così come viene specificato nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, nel corso del Consiglio dei ministri, il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti ha illustrato anche la Relazione al Parlamento 2026 ai sensi dell’art. 6, legge n. 243/2012.

Infatti, in attuazione di quanto previsto dagli atti di indirizzo approvati lo scorso 5 agosto dal Parlamento, il Governo ha presentato alla Commissione europea, il 10 settembre 2026, la richiesta di attivazione della clausola nazionale di salvaguardia in relazione alle maggiori spese per l’energia e la sicurezza. Le risorse, per un valore complessivo fino a circa 29 miliardi nel biennio 2027-28, sono pari, per ciascuna delle clausole, a circa lo 0,3 per cento annuo del Pil. Il documento è stato inviato alle Camere con la relazione al Parlamento per lo scostamento di bilancio e verrà votato il prossimo 13 ottobre2026.

Quali sono i dati del DPFP

Come si legge nel DPFP rispetto allo scenario di aprile, il quadro macroeconomico tendenziale tiene conto del rialzo dei prezzi energetici e di condizioni finanziarie divenute gradualmente meno favorevoli, a fronte di un’evoluzione dei mercati esteri rilevanti per l’Italia migliore rispetto allo scenario sottostante la previsione ufficiale di aprile. Pertanto, per l’anno in corso si prospetta una crescita del PIL dell’1,0 per cento (rivista al rialzo rispetto allo 0,6 della previsione ufficiale di aprile), sostenuta dal contributo della domanda interna al netto delle scorte, laddove quello della domanda estera netta risulta negativo.

Negli anni successivi, si evidenzia nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8 per cento nel 2027, allo 0,9 nel 2028, allo 0,8 nel 2029.

Il tasso di disoccupazione è previsto in riduzione, portandosi in media al 5,7 per cento (dal 6,1 per cento del 2025). L’inflazione, misurata dal deflatore dei consumi, è attesa in aumento al 3,0 per cento.

Il debito pubblico programmatico previsto è del 138,1 per cento a fine 2026; 138,5 nel 2027, scende al 137,9 nel 2028 e al 136,6 per cento nel 2029.

Quali sono le misure per fisco e lavoro

Come è stato sottolineato nelle dichiarazioni del Ministro dell’Economia la approvazione del DPFP arriva in un contesto particolarmente complesso sotto molteplici profili quindi fare previsioni diventa sempre più complicato. Si pensi al difficile contesto geopolitico internazionale con gli effetti sul mercato energetico, al consistente rialzo dell’inflazione, alle tensioni sui debiti pubblici con il riverbero sugli spread, sull’andamento dei titoli di Stato e del rialzo dei rendimenti. La prossima legge di Bilancio, come è stato più volte sottolineato dovrà essere allora improntata al principio di prudenza.

Va anche ricordata l’iniziativa del Governo italiano di inviare una lettera alla Commissione europea, sottolineando che in queste condizioni, con lo “spazio limitato” concesso dalle regole sulla spesa, non si potranno aiutare famiglie e imprese senza “misure restrittive”. Come ha evidenziato il Ministro dell’ Economia la proposta italiana di considerare l’impatto dell’inflazione sul sentiero di spesa non nasce per chiedere una diversa o un’ulteriore flessibilità ma per richiamare l’attenzione al fatto che il sentiero di spesa, e quindi i target che sono stati dati ai singoli Paesi nazionali e ai singoli governi tre anni fa con un tasso di inflazione previsto profondamente diverso, non possono non considerare il diverso impatto che l’inflazione ha avuto sul sentiero della spesa nominale che è l’obiettivo che ci viene dato.

Quali sono i temi sui quali si ragiona?

Fisco, lavoro e imprese

Per quel che riguarda fisco e lavoro tra le ipotesi vi è in primo, allo studio c’è l’estensione della riduzione della seconda aliquota IRPEF per i redditi fino a 60.000 euro con l’obiettivo dichiarato di aiutare il ceto medio.

Si ragiona ancora su quella che si definisce come start tax per i giovani lavoratori. In particolare, l’ipotesi è quella di una flat tax al 5 per cento sugli aumenti del reddito da lavoro da un anno all’altro per i giovani fino a 35 anni. L’agevolazione dovrebbe accompagnarsi ad uno sgravio contributivo per i datori di lavoro che prevedono aumenti di stipendio in questa prospettiva.

Possibile anche la proroga del bonus giovani per l’assunzione degli under 35.

L’Ecobonus che secondo un’ipotesi preliminare potrebbe salire al 65 per cento e i bonus per l’efficienza energetica delle abitazioni dovrebbero essere poi già incluse nella clausola di flessibilità.

Per quel che riguarda la previdenza si ragiona sulla possibilità di introdurre nuove misure di flessibilità in uscita con particolare riferimento alla estensione pensione anticipata contributiva a 64 anni ai lavoratori con anzianità precedente al 1996 e alla opportunità di prorogare ulteriormente l’Ape sociale. Il tutto considerando però l’andamento della spesa previdenziale in rapporto al PIL, in primo luogo per effetto dell’evoluzione della piramide demografica, per cui andrà anche valutata la progressione della speranza di vita per effetto dell’automatismo previsto che si riflette sull’innalzamento della età pensionabile.

Va anche ricordato come tra le raccomandazioni della Commissione europea all’Italia riportate nel DPFP vi è il dovere affrontare gli effetti delle dinamiche demografiche sulla crescita potenziale e sulla sostenibilità pensionistica. Sono poi di ponderarsi gli effetti dell’inflazione. Per quel che riguarda la previdenza complementare andranno valutati in primo luogo i risultati che si riscontreranno della riforma introdotta dal 1° luglio 2026 con particolare riferimento al nuovo meccanismo delle adesioni automatiche ed è in corso di esame la proposta dell’Inps vista con favore anche dalla Covip di introdurre un accantonamento a fini previdenziali per i nuovi nati inizialmente con contributo statale e poi con alimentazione familiare da parte delle famiglie.

Imprese

Con riferimento alle imprese si cita anche la richiesta del Mimit di prorogare l’iperammortamento, nel senso di renderlo valido anche per il 2029, così che lo strumento diventi di fatto permanente in maniera tale da sostenere l’innovazione.

Quali sono le misure in materia di energia

Le persistenti tensioni geopolitiche e i conflitti attualmente in corso hanno sensibilmente accresciuto l’instabilità internazionale, con rilevanti conseguenze sulla dinamica dei prezzi, sul potere di acquisto delle famiglie, sulla competitività delle imprese e sulla sicurezza degli Stati. Tale scenario richiede il rafforzamento della resilienza del sistema energetico e della capacità di difesa, si legge nella Relazione al Parlamento.

Famiglie

Gli interventi in favore delle famiglie saranno destinati a prevedere un contributo per interventi conformi a quanto previsto dalle Comunicazioni della Commissione europea. Si prevederanno inoltre misure finalizzate a favorire l’utilizzo del trasporto pubblico da parte degli studenti.

Impese

Sul versante delle imprese, l’azione sarà rivolta a sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili, a contenere i costi energetici per quelle maggiormente esposte e a favorire la decarbonizzazione.

Tali obiettivi saranno perseguiti, tra l’altro, attraverso misure per gli impianti fotovoltaici, una nuova Energy Release, il rafforzamento della capacità di produzione idroelettrica e la promozione del biometano.

Pubbliche amministrazioni

Quanto alle pubbliche amministrazioni, saranno promossi l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili negli edifici e nelle strutture pubbliche, con particolare riferimento alle strutture del Servizio sanitario nazionale, agli edifici scolastici e universitari e agli impianti sportivi. Con riferimento al settore dei trasporti si provvederà al finanziamento di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie che contribuiscono allo sviluppo della mobilità sostenibile.

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