Il bando 2026 della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia per le nuove imprese giovanili e le imprese femminili di L’Aquila e Teramo copre il 50% delle spese già pagate dal 1° gennaio 2026, IVA esclusa, fino a 3.500 euro per impresa. Si chiede solo via PEC, in un unico PDF, dalle 10:00 del 29 ottobre alle 18:00 del 27 novembre 2026, e i 150.000 euro si distribuiscono in ordine cronologico: lo prevede il testo del bando approvato con la deliberazione della Giunta camerale n. 78 del 7 ottobre 2026.
«Nuove» vale solo per le giovanili, registrate e attive dal 1° gennaio 2026: le femminili possono essere nate in qualsiasi anno, e la delibera lo scrive in chiaro, «senza vincolo di data di costituzione». E siccome si chiede a spesa fatta, parte avvantaggiato chi ha già comprato e pagato. Al 23 ottobre 2026, alle 18:52, la pagina della Camera, aggiornata il 22 ottobre, non riporta rettifiche, proroghe né FAQ.
In sintesi: il bando imprese giovanili e femminili 2026 della Camera del Gran Sasso d’Italia
- Che cosa paga: il 50% delle spese pagate, con fattura, dal 1° gennaio 2026, dai beni strumentali nuovi alle opere edili.
- Per chi: imprese giovanili registrate e attive dal 1° gennaio 2026 e imprese femminili di qualsiasi anno, con sede legale o operativa nelle province di L’Aquila o Teramo.
- Quanto: fino a 3.500 euro per impresa, con almeno 2.000 euro di spese; il tetto arriva con 7.000 euro.
- Quando: invio dalle 10:00 del 29 ottobre alle 18:00 del 27 novembre 2026; i contributi si assegnano in ordine cronologico fino a esaurimento dei 150.000 euro.
- Come: PEC a [email protected], un unico PDF, bollo da 16 euro.
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3.500 euroMassimo per impresa, raggiunto con 7.000 euro di spese IVA esclusa
1 PDFDomanda e allegati in un solo file, pena l’esclusione
29/10, ore 10Apertura dello sportello PEC; chiusura alle 18:00 del 27 novembre 2026
| Punto | La regola del 2026 | Riferimento |
|---|---|---|
| Atto | Bando 2026 allegato alla deliberazione di Giunta n. 78 del 7 ottobre 2026 | Delibera, punto 2 |
| Dotazione | 150.000 euro, unica per giovanili e femminili, con una sola graduatoria | Artt. 4 e 5 |
| Contributo | Fondo perduto in conto capitale: 50% delle spese IVA esclusa, fino a 3.500 euro, su programmi da almeno 2.000 | Art. 4 |
| Regime | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831: aiuti di piccolo importo | Art. 7 |
| Sportello | Solo PEC, ordine cronologico, sorteggio a parità di data e orario | Art. 5 |
| Ritenuta | 4%, salvo i contributi per beni strumentali | Art. 6 |
Chi rientra: le giovanili devono essere nuove, le femminili no
Le nuove imprese giovanili sono registrate e attive dal 1° gennaio 2026, con titolare, uomo o donna, fra 18 e 35 anni; nelle società servono insieme oltre la metà dei soci e oltre la metà delle quote in mano a persone di quell’età, e sugli amministratori nessuna condizione. Le imprese femminili hanno una titolare donna, almeno il 60% di donne nelle società di persone e nelle cooperative, almeno due terzi di socie, capitale e organo amministrativo nelle società di capitali (art. 2).
| Caso | Esito | Perché (art. 2) |
|---|---|---|
| Ditta individuale di una donna di 52 anni, aperta nel 2010 | Rientra | Femminile, nessun vincolo di data |
| Ditta individuale di un ragazzo di 30 anni, aperta nel 2024 | Fuori | Le giovanili devono essere attive dal 2026 |
| Snc del 2026, due soci al 50%, di 30 e 40 anni | Fuori | Un socio su due è la metà, non oltre |
| Srl del 2026, soci di 24, 29 e 41 anni con il 26%, 26% e 48% | Rientra fra le giovanili | Due soci su tre e il 52% delle quote |
| Srl di due socie al 50% con amministratore unico uomo | Fuori dalle femminili | Manca l’organo amministrativo femminile |
| Ditta individuale di una ragazza di 27 anni, iscritta e attiva da marzo 2026 | Rientra in tutte e due | Una sola domanda, stesso tetto |
Casi nostri sul testo dell’art. 2. Per società di persone e cooperative il bando non dice se il 60% si conta su teste o quote: per prudenza, su tutte e due. Le definizioni delle altre misure sono nella guida sulle tre soglie con cui i bandi riconoscono un’impresa femminile.
Requisiti comuni, da tenere fino al bonifico
Vanno posseduti senza interruzioni dalla domanda al pagamento: se uno viene meno, il contributo non si eroga (art. 2).
| Requisito | La regola | Il punto debole |
|---|---|---|
| Registro e sede | Iscrizione al Registro della Camera, sede legale o operativa nelle province di L’Aquila o Teramo, impresa attiva alla domanda e all’erogazione | Sede legale altrove e unità locale in provincia: il bando non è chiaro |
| Diritto annuale | In regola, debiti tollerati fino a 5 euro | Nel 2025 una domanda è stata esclusa e poi riammessa perché il pagamento si registra «dopo diversi giorni» (determinazione n. 289/2025): pagalo con anticipo |
| DURC | Documento unico di regolarità contributiva: regolare all’invio, acquisito d’ufficio; se irregolare al pagamento, la Camera trattiene il dovuto | Vedi che cosa rende irregolare il DURC e come si sana prima di un bando |
| Procedure concorsuali e liquidazione | Nessuna in corso, liquidazione compresa | Il modulo aggiunge: nessun fallimento o concordato nei cinque anni prima |
| Forniture alla Camera | Nessuna, neanche gratis (art. 4, comma 6, DL 95/2012) | Il bando rinvia a una nota in calce che non c’è: un fornitore della Camera chieda prima |
| Polizza catastrofale | In regola con L. 213/2023 e DL 39/2025, con copia del certificato o del contratto | Causa di esclusione nei bandi pubblicati dal 2026 (art. 9 del Codice degli incentivi) |
| Delocalizzazione | Nessuna (art. 16 del Codice degli incentivi) | Il vincolo dura anche dopo il pagamento |
Sulla polizza valgono le stesse norme del bando export della Camera, dove spieghiamo chi deve avere la polizza catastrofale e quali beni copre. Una differenza pratica: il modulo fa dichiarare di essere «in regola», la pagina della Camera mette la copia fra gli allegati. Se l’impresa è obbligata, inseriscila nel PDF.
Si chiede a spesa fatta: chi può inviare il 29 ottobre
La domanda è anche il rendiconto: si allegano fatture dal 1° gennaio 2026, prove di pagamento e una relazione sugli investimenti realizzati (art. 5), quindi ogni spesa va fatturata e pagata prima della PEC. Nel de minimis non serve l’effetto incentivante, cioè l’acquisto dopo la domanda: vale anche una fattura di febbraio.
Hai già speso nel 2026
Invii alle 10:00 del 29 ottobre con modulo, bollo, fatture, pagamenti e relazione: è il caso per cui il bando è fatto.
Devi ancora comprare
Prima fattura e pagamento tracciato, poi la PEC, entro le 18:00 del 27 novembre, mentre la graduatoria si riempie.
Quante domande bastano a finire i fondi
Calcolo nostro: 150.000 euro diviso 3.500 fa 42,86, cioè 42 contributi pieni per 147.000 euro e 3.000 euro per la domanda successiva. Le circa 43 domande sono il caso peggiore, con tutti al tetto; tutti al minimo di 1.000 euro sarebbero 150. Con la media del 2024, 2.349 euro, circa 64, ma allora il tetto era 3.000 euro. Il numero vero lo dirà la graduatoria.
| Edizione | Dotazione e tetto | Sportello | Com’è andata |
|---|---|---|---|
| 2024 | 140.000 euro, poi 50.000 e 12.755,25 in più; tetto 3.000 | Dalle 10:00 del 24 settembre alle 24:00 del 29 novembre | Chiuso per esaurimento fondi: 84 domande ammissibili per 197.321,73 euro, la quarantesima arrivata alle 10:00:15 del primo giorno |
| 2025 | 100.000 euro, poi 200.000 in più; tetto 3.000 | Dalle 10:00 del 15 aprile alle 24:00 del 1° settembre | Chiuso alla scadenza, non per esaurimento; 105 atti di concessione |
| 2026 | 150.000 euro; tetto 3.500 | Dalle 10:00 del 29 ottobre alle 18:00 del 27 novembre | Da aprire |
Fonti: determinazione dirigenziale n. 55 del 17/02/2025 (graduatoria 2024 integrata), determinazioni n. 289 del 15/10/2025 e n. 294 del 17/10/2025 (istruttoria 2025), bandi 2024 e 2025 e concessioni in Amministrazione trasparente. Il 2026 somiglia al 2024 più che al 2025: apertura in autunno con quasi dieci mesi di spese già ammissibili, meno fondi dei 300.000 euro finali del 2025 e una finestra di un mese soltanto. E nel 2026 la stessa Camera ha già chiuso in anticipo il voucher doppia transizione e dà esaurito il bando sull’accesso al credito. Per noi la PEC va preparata per le 10:00 del 29 ottobre: lo dicono i precedenti, non il bando, che non prevede chiusure anticipate né aumenti della dotazione.
Tre programmi tipo: contributo, bonifico e netto
Spetta il minore fra il 50% delle spese ammissibili, senza IVA e altre imposte, e 3.500 euro, con un programma da almeno 2.000 euro (art. 4); la consulenza per le certificazioni conta fino a 1.500 euro (art. 3). Il programma B qui sotto sta proprio sulla soglia: se l’istruttoria taglia una spesa, il bando non dice che cosa succede, quindi tieni un margine (consiglio nostro). L’IVA resta fuori anche per chi non la detrae: un forfetario, cioè chi è tassato con un’imposta sostitutiva su una quota fissa dei ricavi, che compra per 4.000 euro più 880 di IVA riceve 2.000 euro, il 41% dell’esborso.
| Euro (calcolo nostro) | A. Beni strumentali per 4.000 | B. Notaio 800, cataloghi 700, consulenza per una certificazione 500 | C. Notaio 1.500 e beni per 8.500 |
|---|---|---|---|
| Contributo | 2.000 | 1.000 | 3.500, il tetto |
| Ritenuta del 4% | 0 | 40 | 0 secondo bando e modulo; 21 se la Camera la applica alla quota del notaio |
| Bonifico | 2.000 | 960 | 3.500 oppure 3.479 |
| Netto, Srl in utile (IRES 24%, IRAP 4,82%) | 1.423,60 | 711,80 | 2.491,30 |
| Netto, Srl nata nel 2026, in utile (IRAP 3,90% nel 2026 e nel 2027) | 1.430,96 | 721,00 | 2.507,08 |
| Netto, ditta in semplificata con reddito fra 9.518 e 18.808 euro | 1.472,00 | 736,00 | 2.576,00 |
| Netto, ditta in semplificata con reddito fra 37.086 e 50.000 euro | 966,51 | 483,26 | 1.691,40 |
| Netto, forfetario al 5% con coefficiente 67%, tutto come ricavo | 1.933,00 | 966,50 | 3.382,75 |
Ipotesi: IRES (imposta sulle società) al 24% e IRAP (imposta regionale sulle attività produttive) abruzzese 2026 al 4,82%, o al 3,90% nei primi due periodi d’imposta per chi inizia l’attività e ha un valore della produzione fino a 100.000 euro, contributo compreso (L.R. 15/2004, art. 84); ditta di un commerciante iscritto all’INPS tutto l’anno e senza riduzioni contributive, con solo reddito d’impresa e un contributo che non le fa cambiare fascia, con IRPEF, calo della detrazione dell’art. 13, comma 5, del TUIR e contributi INPS del 2026, fermi al minimale fino a 18.808 euro e proporzionali al reddito oltre, addizionali escluse; forfetario artigiano o commerciante sotto il minimale INPS, con l’imposta del 5% sul 67% dei ricavi (il coefficiente). Sotto i 9.500 euro di reddito circa la ditta non paga IRPEF, e passare con il contributo gli 11.000 o i 17.000 euro sposta il netto di 50 euro (art. 13, comma 5-ter). Per la Srl in utile al 4,82% il 50% nominale vale il 35,6% della spesa fino a 7.000 euro, il 24,9% nel programma C. Su A e sui beni di C il prelievo si spalma sui cinque anni di ammortamento, mentre le altre spese sono costi dell’anno: alla Srl nata nel 2026 il 3,90% tocca solo le quote dei beni del 2026 e del 2027. Per il forfetario, a nostro avviso, la quota per beni strumentali non è ricavo, ma senza prassi, nei preventivi, conviene la lettura prudente.
Le sei voci ammesse, le esclusioni e il fornitore giusto
| Spesa | Nel contributo? | Condizione (art. 3) |
|---|---|---|
| Notaio e costituzione dell’impresa | Sì | Senza tasse, imposte, diritti e bolli anticipati |
| Beni strumentali materiali e immateriali | Sì | Nuovi di fabbrica, ammortizzabili, usati durevolmente nell’attività |
| Efficientamento energetico; opere edili, murarie e impianti | Sì | Per i lavori in locali in affitto chiedi alla Camera |
| Cataloghi e monografie aziendali | Sì | I volantini restano esclusi |
| Certificazioni di prodotto o di processo | Sì | Organismo notificato o accreditato; consulenza per l’audit fino a 1.500 euro |
| Leasing, beni usati, cellulari, mezzi targati non strettamente strumentali, personale, rappresentanza | No | Esclusi dall’art. 3 |
| Pagamenti in contanti o con compensazioni | No | Solo bonifico, ricevuta bancaria, assegno, bancomat o pagamento elettronico in estratto conto |
| Fatture di amministratori, coniuge, parenti fino al terzo grado, società collegate | No | Esclusi anche i fornitori con soci o amministratori in comune |
La regola meno nota riguarda il fornitore, che deve avere come attività prevalente il bene o il servizio venduto (art. 3): il computer comprato da un’impresa che fa altro rischia di saltare. Nei casi che il bando non risolve, come una fattura di dicembre 2025 o un pagamento con carta di credito, la scelta prudente è fattura e bonifico del 2026 intestati all’impresa.
Come si invia la domanda: una PEC e un solo PDF
- Modulo: dalla pagina del bando sul sito della Camera; è un PDF di quattro pagine, anche se la pagina lo presenta come file Word, e contiene già la domanda di liquidazione, con IBAN e dichiarazione sulla ritenuta.
- Bollo da 16 euro: marca sulla prima pagina o pagamento con il modello F23 (il modulo per versare le imposte), da allegare; per l’F23 la Camera non ha pubblicato i codici 2026.
- Firma del titolare o legale rappresentante: basta l’autografa con la copia del documento d’identità; la digitale non è obbligatoria.
- Allegati: fatture dal 1° gennaio 2026, pagamenti con estratto conto, relazione su obiettivi, acquisti e risultati, quietanza dell’F23 se manca la marca, polizza se l’impresa è obbligata.
- Invio: tutto in un unico PDF, via PEC a [email protected].
Il PDF unico è a pena di esclusione, e l’errore non si sana. Lo scrive l’art. 5 del bando, e il Codice degli incentivi (D.Lgs. 184/2025, art. 14, comma 2) rende inammissibile, senza soccorso istruttorio, la domanda presentata con modalità diverse da quelle del bando. Modulo e fatture in file separati rischiano l’esclusione anche se arrivano per primi.
Se firmi digitalmente, unisci tutto e firma in PAdES, formato che resta .pdf: un .p7m non è un PDF e il bando non ne parla (consiglio nostro). Invia dalla PEC dell’impresa, perché su quella di un intermediario il bando non si esprime. Conta l’orario, di «presentazione» per il bando e di «spedizione della PEC» per la pagina, con sorteggio a parità: conserva ricevuta di accettazione e di consegna. Per clienti di altre province c’è la guida su come funzionano i voucher camerali del 2026, Camera per Camera.
Dopo la PEC: istruttoria, CUP, pagamento e vincoli
La Camera verifica i requisiti e può chiedere integrazioni con un termine perentorio, di norma 10 giorni, scaduto il quale la domanda non è più ammissibile (art. 6). Ammette fino a esaurimento dei fondi e lo comunica «tempestivamente»; se altri rinunciano, può scorrere la graduatoria. Tempi di istruttoria e pagamento non sono fissati. Come precedente, non come regola: nel 2025, 19 domande arrivate fra il 15 luglio e il 1° settembre sono state approvate con determinazioni del 15 e 17 ottobre, che ne dispongono anche la liquidazione, dopo la verifica nel Registro nazionale degli aiuti; la data dei bonifici non è pubblicata.
Le fatture, tutte anteriori alla domanda, non avranno il CUP, il codice unico di progetto che la Camera assegna dopo l’istruttoria; la sua mancanza non rende, di per sé, la spesa inammissibile (art. 4). Dopo la concessione il codice si aggiunge alle fatture elettroniche con il servizio dell’Agenzia delle Entrate: nella guida al bando export spieghiamo come si integra il CUP nelle fatture già emesse.
I vincoli dopo il pagamento vengono dal Codice degli incentivi, non dal bando. Per le PMI i beni comprati non si vendono, non si cedono e non si destinano ad altro per tre anni dal completamento dell’investimento (art. 17, comma 2, lettera c), una data che il bando non fissa: per prudenza, conta i tre anni dalla concessione (consiglio nostro). L’attività agevolata non lascia le due province per cinque anni, perché a nostro avviso l’incentivo è legato a quel territorio (art. 16). Se la Camera revoca, il contributo si restituisce con gli interessi al tasso di riferimento BCE, aumentato di cinque punti se la revoca è imputabile all’impresa (art. 17, comma 4). Ci sono controlli a campione (art. 6), e fatture e pagamenti si tengono dieci anni (art. 2220 del codice civile).
Fisco e bilancio: beni strumentali e altre spese
Per il bando è un contributo in conto capitale (art. 4), ma per il fisco conta la finalità di ogni quota (Agenzia delle Entrate, risposte n. 494 del 2020 e n. 6 del 2024). La quota che paga beni strumentali è in conto impianti: non è tutta ricavo dell’anno in cui arriva e passa nel reddito con ammortamenti più bassi (art. 88, comma 3, lettera b, del TUIR; principio contabile OIC 16). La quota su notaio, cataloghi e certificazioni copre, per noi, costi di gestione e va fra gli altri ricavi (voce A5) dell’esercizio in cui la Camera concede; se quei costi sono capitalizzati, come può accadere alle spese notarili di una società nuova, il contributo segue l’ammortamento (OIC 24). In contabilità semplificata conta l’incasso.
Un esempio nostro, con il metodo indiretto, che mette il contributo fra gli altri ricavi e rinvia agli anni successivi, con i risconti passivi, la parte non ancora maturata (OIC 16, par. 88): bene da 4.000 euro comprato a gennaio 2026 e ammortizzato al 20%, contributo di 2.000 euro concesso nel 2027. Nel 2027 vanno a conto economico 800 euro, le quote del 2026 e del 2027, poi 400 l’anno fino al 2030. La voce A1, il fatturato che conta per la dimensione d’impresa, non cambia.
La ritenuta del 4% è un acconto delle imposte sui redditi, che la Camera trattiene e tu recuperi in dichiarazione, e qui non si applica quando il contributo paga beni strumentali (art. 6). Nel 2026 la base resta l’art. 28, comma 2, del DPR 600/1973. Il bando cita invece l’art. 43 del D.Lgs. 33/2025, che al comma 2 ripete la stessa regola ma si applica dal 1° gennaio 2027: diventa la norma giusta per un pagamento del 2027. L’IRAP sul contributo la pagano le società, le ditte individuali non più dal 2022. Per il resto rinviamo alla guida export, alla parte su ritenuta del 4% e IRAP abruzzese sui contributi della stessa Camera.
De minimis e cumulo: che cosa si somma
Il contributo rientra nel de minimis (art. 7): l’impresa unica, cioè la tua impresa e quelle legate a lei da un rapporto di controllo, ne può ottenere al massimo 300.000 euro nell’arco di tre anni (Reg. (UE) 2023/2831, art. 3, par. 2), contati su base mobile: a ogni nuova concessione si contano gli aiuti dei tre anni prima. Sul triennio il bando usa una formula imprecisa, ma rinvia al regolamento. Contano la data della concessione, non il bonifico, e il lordo: 3.500 euro consumano 3.500 euro di margine, e con un margine più basso la Camera riduce il contributo. Nel conto entrano anche aiuti che non passano da un bando, come l’IRAP al 3,90% delle nuove attività abruzzesi, applicata in dichiarazione, o la riduzione INPS del 50% per chi si è iscritto per la prima volta nel 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 186), tutte e due in de minimis. I settori agricolo e della pesca hanno regolamenti e massimali propri.
Prima di inviare cerca l’impresa nella sezione Trasparenza del Registro nazionale degli aiuti, come suggerisce il bando, e rifai il conto del margine de minimis residuo dell’impresa unica; per decifrare le voci c’è la guida su visura aiuti e visura Deggendorf da fare prima della domanda: la seconda dice se l’impresa deve ancora restituire aiuti di cui la Commissione europea ha ordinato il recupero.
Un articolo sul cumulo il bando non ce l’ha, ma nel modulo dichiari che per le stesse voci di spesa non hai avuto altri finanziamenti o contributi pubblici. Su spese diverse puoi affiancare altri aiuti, come il bando export della stessa Camera, e se sono de minimis si sommano nel tetto. Resto al Sud 2.0 invece non si cumula con «nessun’altra agevolazione, nazionale, regionale o europea», salvo poche eccezioni come la garanzia del Fondo di garanzia per le PMI, e il divieto non è limitato alle stesse spese (DM 11 luglio 2025, art. 25).
Se arrivi tardi o resti fuori: le altre strade in Abruzzo
Per l’art. 6 la Camera può finanziare le domande utilmente collocate in graduatoria: una PEC arrivata a fondi esauriti può quindi essere finanziata se altri rinunciano. Nel 2024 e nel 2025 la Giunta ha aggiunto risorse, ma il bando 2026 non lo prevede.
- Resto al Sud 2.0, con requisiti e importi spiegati per esteso: per chi ha fra 18 anni compiuti e 35 non compiuti, è senza lavoro o in una delle altre condizioni previste e deve ancora partire, perché il DM 11 luglio 2025 vuole un’iniziativa avviata nel mese prima della domanda e ancora inattiva (art. 6). L’Abruzzo rientra (art. 19) e al 23 ottobre 2026 Invitalia dà la misura attiva, con un contributo fino al 75% sui programmi fino a 120.000 euro. Chi può ancora scegliere, a nostro avviso, la valuti per prima e chieda per iscritto a Invitalia se il contributo camerale la esclude anche su spese diverse.
- Abruzzo Micro Prestiti, chiuso su tutte e due le linee: quella per le donne dal 19 maggio 2026, quella per i giovani dal 9 giugno. Al 23 ottobre la pagina dell’avviso di FiRA, la finanziaria regionale, non annuncia riaperture.
- Le misure ancora aperte sono nelle guide ai bandi per l’imprenditoria femminile davvero aperti nel 2026 e ai finanziamenti per giovani imprenditori attivi nel 2026, e nella panoramica dei bandi a fondo perduto ancora aperti, mese per mese.
Sei domande da mandare alla Camera prima del 29 ottobre
Ognuna sposta soldi o il posto in fila. Scrivile alla PEC [email protected] o chiedile all’Ufficio Promozione e Servizi alle Imprese di Teramo (0861 335307 e 0861 335281), e conserva le risposte scritte.
Il testo da incollare nella PEC.
- «A quale data si misura l’età, e i 35 anni valgono fino al giorno prima dei 36?»
- «Un’impresa iscritta nel 2025 e attiva dal 2026, o nata da trasformazione o subentro, è una nuova impresa giovanile?»
- «Con sede legale fuori provincia e un’unità locale a L’Aquila o Teramo si rientra?»
- «Valgono una fattura di dicembre 2025 pagata nel 2026, la carta di credito, un software in abbonamento, lavori in un locale in affitto?»
- «Sul programma misto, o sui lavori in un locale in affitto, applicate la ritenuta alla parte non per beni? Il forfetario può evitarla?»
- «Valgono la firma in .p7m e l’invio dalla PEC del commercialista? Chi non ha beni da assicurare che cosa allega?»
Gli altri bandi 2026 della Camera del Gran Sasso
Stato letto sull’indice dei bandi della Camera il 23 ottobre 2026, alle 18:55.
- Il bando export 2026 della Camera del Gran Sasso d’Italia, approvato con la delibera di Giunta n. 77 dello stesso 7 ottobre, paga il 50% delle spese per fiere internazionali, B2B e missioni, fino a 5.000 euro, con invio sulla piattaforma camerale ReStart dalle 12:00 del 26 ottobre alle 12:00 del 24 novembre 2026.
- Il voucher doppia transizione PID 2026 ha chiuso in anticipo dalle 12:00 del 22 settembre 2026: le richieste superavano i 400.000 euro di dotazione.
- Il bando per favorire l’accesso al credito 2026 risulta chiuso per esaurimento fondi.
Domande frequenti sul bando imprese giovanili e femminili della Camera del Gran Sasso
Un’impresa femminile nata prima del 2026 può partecipare?
Sì, di qualsiasi anno. Il vincolo del 1° gennaio 2026 vale solo per le imprese giovanili; per le femminili la delibera di Giunta n. 78 scrive «senza vincolo di data di costituzione». Bastano la composizione femminile dell’art. 2 e i requisiti comuni.
Posso fare domanda per un acquisto che devo ancora fare?
No. Fatture e prove di pagamento vanno allegate alla domanda (art. 5): l’acquisto va fatturato e pagato prima della PEC, da inviare entro le 18:00 del 27 novembre 2026. Contano le spese dal 1° gennaio 2026.
Serve la firma digitale per la domanda?
No. Il modulo ammette la firma autografa del titolare o legale rappresentante, con la copia leggibile di un documento d’identità valido; con la firma digitale il documento non serve. Quello che non si può sbagliare è il formato: un unico PDF.
Se rientro come impresa giovanile e come femminile prendo di più?
No. Ogni impresa presenta una sola domanda (art. 2), senza indicare la categoria: il tetto resta 3.500 euro e dotazione e graduatoria sono uniche, senza riserve. Un vantaggio c’è, a nostro avviso: i requisiti valgono fino al pagamento, e una titolare che compie 36 anni prima del bonifico resta dentro come impresa femminile.
Come arrivare pronti alle 10:00 del 29 ottobre
- Visura: iscrizione, inizio attività, soci, quote e amministratori; diritto annuale pagato in anticipo.
- Carte: modulo con bollo e firma più tutti gli allegati, in un solo PDF ricontrollato prima del 29.
- Dopo la PEC: ricevute conservate, integrazioni nel termine indicato, di norma 10 giorni.
Vuoi un secondo controllo sul PDF prima del 29 ottobre? Compila il form in alto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo e lo rivediamo con te, requisiti e fatture compresi, prima dell’invio.
Fonti: Bando per la concessione di contributi alle nuove imprese giovanili ed alle imprese femminili, anno 2026 (PDF), allegato alla deliberazione della Giunta camerale n. 78 del 7 ottobre 2026, sull’albo online della Camera, in pubblicazione dal 22 al 29 ottobre 2026; modulo di domanda e liquidazione (PDF); pagina del bando della Camera di commercio del Gran Sasso d’Italia; atti delle edizioni 2024 e 2025; Reg. (UE) 2023/2831, D.Lgs. 184/2025 e norme citate nel testo. Bando, modulo, pagina e delibera verificati il 23 ottobre 2026 alle 18:52 e alle 18:53.
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