Madrid tornerà a riempirsi di trattori mercoledì prossimo, 28 ottobre 2026, con una nuova mobilitazione di agricoltori e allevatori provenienti da diversi punti della Spagna. Le organizzazioni agricole ASAJA, COAG e Unione delle Unioni hanno convocato una grande trattorata nazionale per richiedere al Governo misure che garantiscano la sostenibilità economica delle aziende agricole e zootecniche. La protesta inizierà alle 11:00 in piazza della Indipendenza, vicino alla Porta di Alcalá, e si concluderà di fronte al Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione, situato nelle vicinanze della stazione di Atocha.
Sotto lo slogan “Produciamo il tuo cibo, meritiamo di vivere del nostro lavoro”, i convocatori vogliono denunciare l’aumento dei costi del carburante, dei fertilizzanti, dell’alimentazione del bestiame e dell’energia, così come le difficoltà nel raggiungere prezzi che coprano i costi di produzione. La convocazione avviene a poco più di un mese dalle elezioni generali del 29 novembre, in un contesto di crescente malcontento tra le organizzazioni del settore primario, che considerano insufficienti le misure adottate fino ad ora per alleviare la loro situazione economica. La mobilitazione vedrà la partecipazione di agricoltori e allevatori che si sposteranno a Madrid sia in trattori che in autobus per esigere impegni concreti dalle amministrazioni.
Orario e percorso della trattorata di Madrid del 28 ottobre
La trattorata è convocata per mercoledì 28 ottobre alle 11:00, secondo le informazioni diffuse da ASAJA Jaén e UGAM-COAG, che hanno confermato il percorso della mobilitazione nel centro della capitale. Il punto di incontro sarà la piazza della Indipendenza, dove si trova la Porta di Alcalá, da dove i manifestanti inizieranno il loro percorso in direzione del Ministero dell’Agricoltura.
Il percorso previsto si snoderà per la strada di Alfonso XII e il viale dell’Infanta Isabel, fino a raggiungere la sede ministeriale, situata vicino ad Atocha. Qui avrà luogo la concentrazione finale, in cui i rappresentanti delle organizzazioni agricole presenteranno le loro rivendicazioni e chiederanno risposte al Governo. Si tratta di una mobilitazione che combinerà la presenza di veicoli agricoli con una marcia a piedi di agricoltori e allevatori.
Inoltre, ASAJA Castilla y León ha annunciato che diverse colonne di trattori accederanno a Madrid per diverse strade per unirsi alla protesta. Per il momento, non è stato dettagliato il percorso esatto che seguirà ciascuna di queste colonne né esiste una cifra ufficiale di veicoli partecipanti. L’organizzazione ha fatto un appello ai professionisti del settore affinché si spostino fino alla capitale e partecipino alla concentrazione.
Quali strade possono essere interessate dai blocchi del traffico
L’arrivo di trattori nel centro di Madrid potrebbe provocare restrizioni di circolazione e deviazioni del traffico durante la mattina di mercoledì, specialmente nell’area della Puerta de Alcalá, della strada Alfonso XII e della zona di Atocha. Potrebbero anche registrarsi complicazioni negli accessi utilizzati dalle colonne di veicoli agricoli provenienti da altre comunità autonome.
Le principali zone che possono essere interessate sono la piazza dell’Indipendenza, Alfonso XII e il viale dell’Infanta Isabel, oltre alle strade vicine al Ministero dell’Agricoltura. Tuttavia, non è ancora stato pubblicato un dispositivo ufficiale completo con gli orari dei blocchi, le deviazioni degli autobus della EMT o le restrizioni concrete di circolazione, quindi l’entità delle problematiche dipenderà dall’operativo che stabiliranno le autorità.
Per questo motivo, coloro che intendono spostarsi per il centro di Madrid durante la mattina del 28 ottobre dovranno prestare attenzione alle comunicazioni del Comune, della Direzione Generale del Traffico e dei servizi di trasporto pubblico. La concentrazione potrebbe anche influenzare gli accessi alla stazione di Atocha, specialmente durante le ore di maggiore presenza di manifestanti.
Perché protestano gli agricoltori: carburante, prezzi e aiuti della PAC
La mobilitazione si articola attorno a cinque grandi rivendicazioni che le organizzazioni agricole considerano fondamentali per garantire il futuro del campo spagnolo. La prima di esse è l’avvio di un piano d’emergenza contro l’aumento dei costi di produzione, accompagnato dall’implementazione di un gasolio professionale agricolo con una fiscalità ridotta e stabile.
ASAJA, COAG e Unione di Unioni denunciano che l’aumento dei carburanti, dei fertilizzanti, dei mangimi e dell’elettricità sta riducendo i margini di profitto di numerose aziende. Per questo motivo, chiedono che le agevolazioni sul carburante vengano applicate direttamente al momento del rifornimento, invece di dipendere esclusivamente da aiuti temporanei. Le organizzazioni considerano che i sussidi approvati finora non compensano sufficientemente l’aumento delle spese e avvertono che attività come la produzione di cereali potrebbero essere particolarmente danneggiate se questa situazione dovesse continuare.
La seconda rivendicazione è legata alla Politica Agricola Comune (PAC). I convocatori rifiutano qualsiasi riduzione delle risorse europee destinate al settore primario e chiedono che la futura politica agricola mantenga un finanziamento sufficiente per proteggere i redditi di agricoltori e allevatori. Chiedono anche di conservare i due pilastri tradizionali della PAC e garantire che le aziende professionali possano continuare a sviluppare la loro attività.
Un altro dei punti centrali è l’esigenza di prezzi giusti e un rispetto effettivo della Legge della Catena Alimentare. Le organizzazioni sostengono che molti produttori ricevono quantità insufficienti per i loro prodotti mentre devono affrontare spese sempre maggiori. Per questo motivo, chiedono di rafforzare le ispezioni e i meccanismi di controllo per evitare che si verifichino operazioni commerciali che violano la legislazione e danneggiano agricoltori e allevatori.
Gli agricoltori rifiutano la concorrenza di Mercosur e Marocco
La quarta rivendicazione riguarda le importazioni agricole e zootecniche provenienti da paesi terzi. ASAJA, COAG e Unione di Unioni denunciano quella che considerano una situazione di concorrenza sleale quando i prodotti importati non sono soggetti a requisiti equivalenti a quelli che devono rispettare i produttori europei.
In questo senso, le organizzazioni hanno espresso il loro rifiuto all’accordo commerciale tra l’Unione Europea e Mercosur nelle sue condizioni attuali, così come a determinati aspetti delle relazioni commerciali con il Marocco. I convocatori chiedono che venga applicato il principio di reciprocità, in modo che le importazioni rispettino requisiti equivalenti in materia sanitaria, ambientale e di benessere animale. Chiedono anche maggiori controlli alle frontiere per garantire il rispetto di queste norme.
L’ultima delle cinque rivendicazioni è la riduzione della burocrazia che colpisce le aziende agricole e zootecniche. I manifestanti ritengono che l’aumento delle pratiche amministrative, registrazioni e obblighi normativi stia rendendo difficile la loro attività quotidiana. Per questo motivo, chiedono di semplificare le procedure e di evitare duplicazioni che, secondo quanto denunciano, li costringono a dedicare sempre più tempo a compiti amministrativi invece che alla produzione.
Una protesta nazionale a un mese dalle elezioni generali del 29N
La trattorata del prossimo mercoledì si inserisce in una nuova ondata di mobilitazioni del settore agricolo, che ha protagonizzato diverse proteste negli ultimi mesi per l’aumento dei costi di produzione. La convocazione di Madrid rappresenta un’azione congiunta di ASAJA, COAG e Unione di Unioni, tre organizzazioni che hanno deciso di coordinare le loro rivendicazioni di fronte alla situazione economica descritta da numerosi agricoltori e allevatori.
La mobilitazione non avrà, tuttavia, la partecipazione della Unione di Piccoli Agricoltori e Allevatori (UPA), che ha scelto di non unirsi a questa convocazione nazionale. La protesta si svolgerà inoltre in piena campagna elettorale, quando i partiti iniziano a presentare le loro proposte per il settore primario in vista delle elezioni del 29 novembre.
Da ASAJA Castilla y León, il suo presidente, Donaciano Dujo, ha avvertito delle difficoltà che attraversano le aziende della sua comunità, specialmente quelle dedicate alla produzione di cereali. Secondo le stime dell’organizzazione, il cattivo raccolto di quest’anno e l’aumento dei costi hanno provocato perdite superiori ai 300 milioni di euro in Castilla y León. Dujo ha anche sottolineato che il gasolio agricolo si attesta tra 1,60 e 1,70 euro al litro, mentre il prezzo dei fertilizzanti può raggiungere i 600 euro per tonnellata, cifre che, secondo sostiene, mettono a rischio la redditività di numerose aziende.
Le organizzazioni promotrici avvertono che le mobilitazioni potrebbero continuare se non si producono cambiamenti nelle politiche agricole e nelle misure di sostegno al settore. Con la trattorata del 28 ottobre, agricoltori e allevatori intendono trasmettere le loro richieste direttamente al Ministero dell’Agricoltura e richiedere soluzioni che permettano loro di mantenere le loro aziende, garantire il ricambio generazionale e assicurare la continuità dell’attività nel medio rurale.
La protesta inizierà alle 11:00 ore alla Porta di Alcalá e terminerà di fronte al Ministero dell’Agricoltura, ad Atocha, in una giornata che riporterà le rivendicazioni del campo al centro di Madrid.
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