Oggi il corteo raggiunge Santa Lucia e il presidio è annunciato davanti alla Regione Veneto. Al centro la richiesta di risorse straordinarie per ridurre il costo del gasolio agricolo.
VENEZIA – Coldiretti Veneto porta oggi, giovedì 22 ottobre, la protesta sul caro gasolio davanti alla sede della Regione. L’iniziativa prevede un corteo con arrivo nel piazzale della stazione di Venezia Santa Lucia e un presidio degli imprenditori agricoli e della pesca provenienti dalle sette province venete. Il punto politico è preciso: l’organizzazione chiede alla Regione risorse straordinarie che si traducano in uno sconto sul gasolio agricolo, per ridurre un costo che pesa direttamente su lavorazioni nei campi, irrigazione, serre, allevamenti, mezzi aziendali e motopesca.
La mobilitazione è stata annunciata alla vigilia da Coldiretti Veneto attraverso ANSA. Al momento non risulta comunicato pubblicamente un orario puntuale di concentramento, né un percorso dettagliato del corteo, né l’importo di un eventuale intervento regionale. Sono informazioni sostanziali: finché non saranno formalizzate, non è corretto indicare una cifra di sconto, una platea certa di beneficiari o una modifica già approvata.
Che cosa viene chiesto alla Regione Veneto
La domanda di Coldiretti non riguarda il prezzo del diesel per le auto private, né un generico bonus carburante. Il riferimento è al gasolio destinato alle attività agricole e alla pesca, cioè a un fattore di produzione acquistato dalle imprese per far lavorare trattori, macchine operatrici, impianti e imbarcazioni. L’associazione chiede uno stanziamento regionale straordinario e indica come risultato atteso uno sconto sul prodotto professionale.
Nel messaggio diffuso alla vigilia, il presidente di Coldiretti Veneto Carlo Salvan collega la protesta non soltanto al carburante, ma alla tenuta del reddito aziendale: credito, gestione del rischio e distribuzione del valore lungo la filiera sono gli altri capitoli richiamati. Per il lettore è una distinzione utile. Il presidio non annuncia una nuova misura già operativa e non dà il via a una domanda: è una richiesta politica rivolta alla Giunta regionale, in una fase in cui i costi di produzione restano il nodo più immediato per molte aziende.
La differenza con le agevolazioni già comunicate è altrettanto importante. Fino al 31 ottobre è previsto lo sconto Enilive per carburanti agricoli e motopesca in vigore fino al 31 ottobre, destinato agli attuali clienti e calcolato sul prezzo al netto dell’Iva. È un’iniziativa commerciale con requisiti propri, non un provvedimento della Regione Veneto e non la risposta che Coldiretti sta sollecitando oggi. Le due cose non vanno sommate automaticamente, né lo sconto del 20% va applicato al prezzo visualizzato alla pompa per stimare il costo del gasolio agricolo.
Perché il carburante torna al centro della protesta
Il gasolio è una voce difficile da comprimere quando il lavoro dipende da mezzi pesanti e da tempi agricoli non rinviabili. Nei periodi di semina, raccolta o irrigazione il consumo non può essere semplicemente spostato in avanti; nella pesca, il carburante incide su ogni uscita. Per questo un rialzo si trasferisce subito sul margine dell’impresa, prima ancora di arrivare al consumatore.
Il tema non è nuovo, ma l’urgenza è attuale. Un ordine del giorno depositato alla Camera il 21 ottobre richiama un passaggio del gasolio agricolo da circa 0,90 euro al litro a gennaio a oltre 1,50 euro a settembre 2026; si tratta di un dato riportato nel documento parlamentare, non di un listino unico applicabile a ogni azienda veneta. I prezzi effettivi possono variare per fornitura, volume, consegna e condizioni contrattuali. È quindi prudente evitare confronti con il diesel stradale o calcoli basati su una singola colonnina.
Nel Nordest l’allarme ha già assunto forme diverse. In Friuli Venezia Giulia, a marzo, Confagricoltura aveva contestato la mancata previsione di una misura specifica per il settore: resta utile rileggere l’allarme di Confagricoltura Fvg sull’esclusione del gasolio agricolo per capire perché il regime agevolato del prodotto professionale non equivalga automaticamente a una protezione dai rincari. Il carburante agricolo ha regole fiscali e canali di acquisto diversi da quelli del rifornimento ordinario; proprio per questo, una misura pensata per gli automobilisti non produce necessariamente lo stesso effetto sui conti di un’azienda.
A chi parla il presidio e quali effetti può avere
La protesta riunisce imprese agricole e della pesca delle sette province venete. I comparti sono diversi, ma condividono l’esposizione a un costo operativo che non dipende solo dalla quantità prodotta: un trattore, una pompa o un peschereccio consumano carburante per svolgere attività necessarie, mentre il prezzo riconosciuto al produttore non si adegua in modo automatico.
Per chi compra prodotti alimentari, il collegamento va letto senza scorciatoie. Un aumento del gasolio non significa che ogni prezzo al banco salirà di una stessa percentuale né che l’effetto sia immediato. Il costo è una delle molte voci della filiera, insieme a mangimi, concimi, energia, lavoro, trasporto e prezzi all’origine. Il punto sollevato dagli agricoltori è che quando più voci crescono e i ricavi restano fermi o diminuiscono, il margine si riduce. La settimana scorsa una delegazione della Cia veneziana ha portato a Roma una lettura simile, con richieste su carburanti, fertilizzanti e rapporti di filiera: qui il resoconto del presidio della Cia Venezia a Montecitorio sui costi di produzione.
La richiesta a Palazzo Balbi riguarda invece un livello istituzionale ben definito. Solo un atto della Regione – con risorse, criteri, tempi e modalità di accesso – potrebbe trasformare la sollecitazione in una misura concreta. Fino a quel momento non ci sono, per gli imprenditori, moduli da presentare o rimborsi da considerare acquisiti. Chi gestisce un’azienda può però fare una verifica pratica: conservare fatture e documentazione di consegna, controllare il contratto con il fornitore e distinguere il prodotto agricolo o motopesca dal carburante stradale. Sono i documenti che servirebbero anche per valutare, in seguito, requisiti o perimetro di una misura pubblica.
Venezia oggi: informazioni utili e ciò che non è confermato
L’unico elemento logistico indicato con certezza nell’annuncio è l’arrivo del corteo al piazzale della stazione di Santa Lucia, con presidio davanti alla Regione. Chi deve transitare nell’area può quindi mettere in conto una presenza di mezzi e partecipanti e tenere d’occhio gli eventuali aggiornamenti di Comune, Polizia locale, ACTV e Venezia Unica prima di partire. Non sono invece confermati nell’annuncio consultato un orario d’inizio, strade chiuse, deviazioni del trasporto pubblico o una fascia oraria per il termine della mobilitazione. Attribuire blocchi o disagi specifici senza un’ordinanza sarebbe improprio.
Per gli agricoltori, l’informazione pratica più importante è non confondere l’iniziativa con un nuovo contributo disponibile da oggi. Il presidio formula una richiesta; la disponibilità di uno sconto regionale dipenderà da eventuali decisioni successive, con atti pubblici e istruzioni operative. Per gli utenti della città, invece, il consiglio è semplice: controllare gli avvisi in tempo reale e, se possibile, prevedere margine negli spostamenti nell’area di Santa Lucia.
Il quadro più ampio: un costo che tocca anche le imprese non agricole
Il caro diesel non riguarda esclusivamente i campi. A Venezia e nel resto della regione il tema è riemerso anche per trasporti e piccole imprese, dove il carburante incide sulla logistica e sul prezzo finale dei servizi. Il confronto con l’allarme di Confapi Venezia sul diesel e sui costi della logistica mostra però un confine da non perdere: i dati sui prezzi autostradali o sulle flotte aziendali non descrivono automaticamente il costo di approvvigionamento di un’impresa agricola.
È anche per questa specificità che Coldiretti chiede una risposta mirata e non un intervento indistinto. La giornata veneziana mette dunque sul tavolo una domanda concreta alla Regione: se e come sostenere agricoltura e pesca di fronte alla crescita delle spese operative. Le risposte da verificare nelle prossime ore non sono slogan ma atti: eventuale apertura di un tavolo, importo delle risorse, imprese ammesse, durata del sostegno e procedura per accedervi. Solo allora sarà possibile dire cosa cambia davvero nei conti di un’azienda.
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