Il bando cultura finanziaria 2026 (26CF) della Camera di commercio di Vicenza non rimborsa fatture: dà 1.500 euro fissi alle imprese che nel 2026, prima della domanda, hanno usato tre strumenti camerali, cioè la piattaforma Libra con scoring e check up, il portale agevolazioni delle Camere di commercio con un report o un incontro già ottenuto e un corso Innexta Skill up con il test superato. Il rating di legalità e la certificazione della parità di genere valgono 200 euro in più ciascuno. Le domande si inviano su ReStart dalle 15:00 del 19 alle 15:00 del 26 novembre 2026, in ordine di arrivo, come prevede il bando allegato alla deliberazione della Giunta camerale n. 118 dell’8 ottobre 2026.
Quando premi invio, i tre strumenti devono risultare conclusi: averli solo attivati non basta. Al 22 ottobre 2026, alle 13:21, la pagina della Camera dà il bando pubblicato e le domande non ancora aperte, senza FAQ né rettifiche.
In sintesi: il bando cultura finanziaria di Vicenza (26CF)
- Che cosa paga: un importo fisso per il tempo che il personale dedica ai tre strumenti, senza fatture né rendiconto.
- Per chi: imprese di ogni dimensione con sede o unità locale in provincia di Vicenza, attive al Registro prima del 3 gennaio 2024.
- Quanto: 1.500 euro lordi, 1.440 sul conto; fino a 1.900 lordi con rating di legalità e certificazione della parità di genere.
- Quando: dalle 15:00 del 19 alle 15:00 del 26 novembre 2026, fino a esaurimento degli 87.000 euro.
- Come: su ReStart, codice 26CF, con l’Allegato A firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante.
Hai dubbi? Contattaci ora.Ti richiamiamo noi.
1.440 euroSul conto con il contributo base, dopo la ritenuta del 4%
3 strumentiLibra, portale agevolazioni e Skill up, conclusi nel 2026 prima dell’invio
19/11/2026Apertura alle 15:00 su ReStart, chiusura alle 15:00 del 26 novembre
| Voce | Che cosa prevede l’atto | Dove |
|---|---|---|
| Atto | Bando 26CF, allegato alla deliberazione di Giunta n. 118 dell’8 ottobre 2026 | Albo camerale |
| Dotazione | 87.000 euro, con facoltà di riaprire i termini, chiudere in anticipo o rifinanziare | Art. 2 |
| Chi | Imprese con sede legale o unità locale in provincia, attive prima del 3 gennaio 2024 | Art. 3 |
| Condizione | Libra, portale agevolazioni e Skill up usati nel 2026, prima della domanda | Artt. 3 e 6 |
| Contributo | 1.500 euro, più 200 con il rating di legalità e 200 con la certificazione della parità di genere | Art. 5 |
| Regime | De minimis, il regime degli aiuti di piccolo importo: Reg. (UE) 2023/2831 | Art. 4 |
| Esito | Graduatoria di liquidazione con i codici unici di progetto (CUP) entro il 22 dicembre 2026 | Art. 8 |
I tre strumenti da chiudere prima dell’invio
L’art. 6 dice che il contributo «coprirà le spese per le attività svolte dal personale dell’impresa»: paga il tempo di chi compila Libra, chiede il report e segue il corso. Per tutti e tre gli strumenti vale la stessa formula, «nel corso del 2026 e comunque prima della presentazione della domanda di contributo» (artt. 3 e 6): uno scoring o un corso del 2025 non contano, e chi vuole inviare alle 15:00 del 19 novembre deve avere chiuso tutto prima.
Li verifica la Camera su ogni domanda istruita, non a campione (art. 8): non si allegano prove, ma conviene conservare report, esiti di Libra e attestato.
L’ordine che conviene: prima il portale, perché non dipende da te
Il collo di bottiglia è il report del portale, che la Camera prepara con tempi non pubblicati: parti da lì, dal servizio gratuito di Made in Vicenza, l’azienda speciale della Camera a cui rimanda la pagina indicata dal bando. In parallelo attiva Libra, che la Camera offre come «analisi gratuita» con Innexta, la società in house del sistema camerale: servono almeno due bilanci, ed è per questo, spiega la delibera, che il bando vuole imprese attive prima del 3 gennaio 2024. Skill up dipende solo da chi lo segue: credenziali con un modulo, uno dei cinque corsi (dalla crisi d’impresa alla finanza agevolata), test e attestato. La pagina dei corsi di Innexta indica tre ore per ciascuno; se siano gratuiti non lo dice.
La Camera verifica il test superato «dalla persona dell’impresa indicata» (art. 8), con nome e ruolo nel modulo: per noi un consulente esterno non può farlo al posto del cliente, perché il contributo paga attività del personale (art. 6). Se valgano un collaboratore o un socio il bando non lo dice.
Il 26CF conviene a chi un controllo dei conti lo farebbe comunque, perché paga ore interne su strumenti in gran parte gratuiti. Non fa per te senza due bilanci da caricare su Libra, o senza qualcuno in azienda che superi il test prima dell’invio.
Chi può chiedere il contributo cultura finanziaria: si parte dalla visura
Il bando 26CF vale per le imprese di tutti i settori con sede legale o unità locale in provincia di Vicenza (art. 3), salvo i settori e gli aiuti esclusi dal regolamento de minimis (art. 1 Reg. UE 2023/2831), senza codici ATECO né limiti di dimensione: la Giunta non ha applicato la riserva per le PMI (delibera n. 118).
| Requisito | Che cosa chiede il bando (art. 3) | Dove si inciampa |
|---|---|---|
| Anzianità | Attiva al Registro delle imprese prima del 3 gennaio 2024 | Conta l’inizio attività in visura, non la costituzione |
| Iscrizione | Registro delle imprese ed eventuali albi o ruoli obbligatori | Il professionista non iscritto al Registro è escluso in automatico (art. 8, caso 4) |
| Diritto annuale | Pagamenti in regola | Chi ha pagato il 2026 entro il 28 aprile senza la maggiorazione del 20% la integra senza sanzioni entro il 30 novembre: meglio prima dell’invio, anche se il Regolamento camerale richiamato dall’art. 16 ammette la regolarizzazione entro 10 giorni dalla richiesta (art. 3) |
| Stato e contributi | Niente procedure concorsuali o liquidazione; obblighi contributivi assolti, con il DURC (documento unico di regolarità contributiva) acquisito d’ufficio | Sul DURC irregolare in istruttoria il bando non è chiaro |
| Esclusioni soggettive | Niente esclusione da agevolazioni né divieto di contrattare con la pubblica amministrazione (art. 9 c. 2 D.Lgs. 231/2001) e nessuna condanna definitiva di chi rappresenta o amministra l’impresa per reati che escludono dagli appalti | Controllo a campione su almeno il 5% delle domande istruite (art. 8) |
| Forniture | Nessuna fornitura in essere con la Camera alla liquidazione | Vale per ogni impresa: la norma richiamata (art. 4 c. 6 DL 95/2012) cita gli enti privati degli artt. da 13 a 42 del codice civile, a partire dalle società (art. 13) |
Le ditte individuali iscritte al Registro sono ammesse, ma Libra chiede due bilanci e il bando non dice se nel 2026 bastino due dichiarazioni dei redditi. Nel 2024 l’avviso camerale per Libra accettava anche due dichiarazioni ed escludeva i forfetari: è una regola di allora, da chiedere alla Camera per il 2026.
Quanto arriva sul conto e quanto resta dopo le imposte
I 1.500 euro sono lordi: la Camera li eroga «al netto della ritenuta d’acconto del 4%» (art. 5), e la ritenuta è un anticipo d’imposta che si recupera in dichiarazione. IRES e IRAP invece restano. Per una Srl veneta in utile, con IRES al 24% e IRAP 2026 al 4,08%, il conto è questo.
| Euro | Base | Base e rating | Base, rating e parità |
|---|---|---|---|
| Contributo concesso (art. 5) | 1.500 | 1.700 | 1.900 |
| Ritenuta del 4% | 60 | 68 | 76 |
| Bonifico della Camera | 1.440 | 1.632 | 1.824 |
| IRES al 24%, ritenuta compresa | 360 | 408 | 456 |
| IRAP al 4,08% | 61,20 | 69,36 | 77,52 |
| Netto dopo le imposte | 1.078,80 | 1.222,64 | 1.366,48 |
| Netto se l’IRAP non si applica | 1.140 | 1.292 | 1.444 |
Calcolo nostro sull’art. 5. Il netto è il 71,92% del lordo e la data del bonifico sposta solo la cassa. Una ditta individuale non paga l’IRAP. In semplificata, con un reddito fino a 28.000 euro, all’IRPEF del 23% si somma il calo della detrazione dell’art. 13 c. 5 del TUIR: dei 1.500 euro restano 1.104 sotto il minimale INPS, se paga l’IRPEF, e 826,80 a un artigiano sopra il minimale, che versa all’INPS il 24% (circolare INPS n. 14/2026). In ordinaria, senza quella detrazione, 1.155 e 877,80. Addizionali escluse, ordine di grandezza.
I 200 euro del rating e i 200 della parità: valgono solo se li hai già
Il rating di legalità, attribuito dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, e la certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere devono esserci alla domanda e alla liquidazione: con la procedura solo avviata i 200 euro non spettano (art. 5), e se mancano la Camera li toglie «senza alcuna comunicazione preventiva» (art. 8). Prima di barrare la casella cerca l’impresa nell’elenco delle imprese con il rating dell’Autorità garante e nella banca dati di Accredia.
Per il rating servono almeno 2 milioni di euro di fatturato e due anni di iscrizione, e l’Autorità delibera entro 60 giorni (regolamento AGCM del 27 gennaio 2026, artt. 2 e 13): chiesto a fine ottobre non è detto che arrivi per il 19 novembre, e per una micro impresa è di rado alla portata. La procedura è nella guida su come si chiede il rating di legalità all’Antitrust; nella pagina sul bando di Arezzo e Siena spieghiamo che cosa dà la certificazione UNI/PdR 125 oltre ai bandi, compreso l’esonero contributivo.
Lo sportello: 87.000 euro in ordine di arrivo, senza punteggi
Le domande passano in ordine di spedizione, con data e ora assegnate da ReStart, fino a esaurimento delle risorse (art. 7). Con 87.000 euro la Camera paga al massimo 58 contributi da 1.500 euro, 51 da 1.700, 45 se tutti avessero 1.900 (calcolo nostro sugli artt. 2 e 5). Sono massimi teorici, non posti: entra solo chi ha già chiuso i tre strumenti, e l’art. 2 consente di riaprire i termini o di rifinanziare. Un precedente con le stesse regole non c’è: il 22CF del 2022 dava 1.000 euro a fronte di almeno 2.000 euro di consulenza.
Nemmeno gli sportelli camerali veneti del 2026 dicono quante domande arriveranno: il voucher della Camera di Venezia Rovigo, chiuso in anticipo il 31 luglio, dava fino a 6.000 euro e il Voucher Doppia Transizione della Camera di Verona si è chiuso alla scadenza del 22 settembre, ma nessuno dei due aveva il filtro dei tre strumenti.
Una domanda sola, completa. Se sbagli, puoi rimandarla corretta entro le 15:00 del 26 novembre, e la Camera esclude la prima (art. 7); per noi la nuova prende l’ora del nuovo invio.
La domanda su ReStart: Allegato A, polizza e codice 26CF
- Allegato A, il modulo in PDF della pagina del bando sul sito della Camera di commercio di Vicenza, firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante: dentro vanno chi ha seguito il corso, l’IBAN, le maggiorazioni e la casella sulla ritenuta.
- Allegato B, solo se l’impresa non ha una posizione INPS o INAIL.
- Polizza catastrofale: un documento di prova o la dichiarazione di esonero nel modulo.
- Invio su ReStart, la piattaforma delle Camere di commercio per i bandi, con il codice 26CF «Bando Cultura Finanziaria anno 2026».
Il documento «DOMANDA DI CONTRIBUTO» che ReStart genera da sé non sostituisce l’Allegato A (art. 7, nota 3), mentre il bollo non è dovuto. Chi assiste imprese anche in altre province trova a confronto, nella nostra guida, le regole dei contributi camerali che cambiano da una Camera all’altra.
Se sei il consulente: che cosa puoi fare e che cosa no
Puoi preparare la pratica e inviarla come intermediario abilitato, indicato nel modulo; non puoi firmare allegati e documenti della polizza e, per noi, nemmeno fare il corso al posto del cliente. Il compenso resta a carico dell’impresa, perché il 26CF non paga spese esterne: se è a percentuale, aggancialo alla graduatoria di liquidazione, dato che le maggiorazioni possono cadere fino a lì. In Giunta un consigliere ha auspicato che in futuro si possano scegliere «fornitori esterni» (delibera n. 118): nel 2026 non si può.
Esclusioni automatiche: firma, sportello e polizza
In sette casi l’art. 8 esclude la domanda d’ufficio, senza preavviso di rigetto. Tre nascono da scelte che sembrano innocue.
| Che cosa va storto | Conseguenza | Come si evita |
|---|---|---|
| Allegato A firmato dal consulente o da chi non rende le dichiarazioni, o non firmato | Esclusione automatica (caso 1) | Firma digitale del titolare o legale rappresentante |
| Domanda inviata da uno sportello ReStart aperto in contemporanea per un altro bando camerale | Esclusione automatica (caso 6) | Codice 26CF; al 22 ottobre 2026 nessun altro sportello della Camera si sovrappone |
| Nessun documento sulla polizza e nessun esonero barrato | Esclusione automatica (caso 7) | Un documento di prova, o un solo motivo di esonero |
La polizza catastrofale: chi la deve avere e che cosa si allega
L’obbligo riguarda le imprese tenute all’iscrizione al Registro, per terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali (voci B-II 1, 2 e 3 dello stato patrimoniale), contro sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni (art. 1 c. 101 L. 213/2023). Contano i beni «a qualsiasi titolo impiegati»: anche il capannone in affitto, salvo una copertura analoga del proprietario, e la parte di casa usata per l’impresa (FAQ del Ministero delle imprese sulle polizze catastrofali, n. 1 e 8). Se l’impresa non possiede e non impiega nessuno di quei beni, l’obbligo non c’è (FAQ n. 9); chi ha solo computer e mobili d’ufficio è un caso aperto, visto che il DM 18/2025 mette fra impianti e macchinari «tutte le macchine anche elettroniche» (art. 1 c. 1 lett. b): da chiarire con la Camera, perché un esonero non veritiero fa decadere dal contributo (art. 10).
Chi è obbligato allega uno dei quattro documenti dell’art. 7, firmato digitalmente dal titolare o legale rappresentante: il contratto con la dicitura di legge, il contratto con l’attestazione di conformità dell’assicuratore o dell’intermediario, la polizza anteriore all’obbligo da adeguare al primo rinnovo (art. 11 c. 2 DM 18/2025) o la loro dichiarazione che l’impresa è in regola. Con la polizza del proprietario serve anche il documento che lo lega all’impresa, come il contratto di locazione; chi non è obbligato barra nel modulo un solo motivo di esonero.
Dall’invio al bonifico, con la graduatoria entro il 22 dicembre
| Fase | Che cosa succede | Fonte |
|---|---|---|
| Istruttoria | Integrazioni per email ordinaria entro 10 giorni ([email protected] o [email protected]); preavviso di rigetto via PEC, 10 giorni per rispondere solo via PEC. In ritardo o con un altro mezzo, esclusione | Art. 8 |
| Controlli | Su ogni domanda istruita DURC, diritto annuale, forniture e tre strumenti; a campione, almeno il 5% delle domande istruite, polizza, sanzioni interdittive e reati ostativi | Art. 8 |
| Entro il 22 dicembre 2026 | Graduatoria di liquidazione con i CUP sul sito camerale: è l’unica comunicazione e vale come notifica | Art. 8 |
| Pagamento | Bonifico sul conto dell’impresa, al 96%; il bando non fissa una data | Art. 5; Allegato A |
| Revoca | Otto casi; restituzione con l’interesse al tasso di riferimento BCE, più cinque punti se la causa è dell’impresa, nessuna maggiorazione se rinunci. Per noi si restituisce il lordo: il bando non lo dice | Art. 9; art. 17 c. 4 D.Lgs. 184/2025 |
Rating e certificazione vanno mantenuti fino alla liquidazione, pena la perdita dei 200 euro, e il codice fiscale non deve cambiare prima dell’esame, pena l’esclusione (art. 8); la Camera può chiedere dati per valutare l’impatto della misura (art. 14). Con un DURC irregolare al momento del pagamento la Camera trattiene l’inadempienza e la versa agli enti previdenziali e assicurativi (art. 31 c. 3 e 8-bis DL 69/2013): chi segue le paghe tenga d’occhio la posizione dall’invio fino al bonifico, perché l’invito a regolarizzare, con un termine fino a 15 giorni, arriva via PEC all’impresa, direttamente o tramite il consulente del lavoro (art. 31 c. 8). La pubblicazione degli aiuti incassati la assolve la registrazione della Camera nel Registro nazionale degli aiuti (art. 1 c. 125-quinquies L. 124/2017).
Il contributo 26CF in dichiarazione e in bilancio
È un contributo in conto esercizio, senza beni né fatture (art. 6), e concorre all’IRES o all’IRPEF per intero e nell’anno: il D.Lgs. 192/2024 ha soppresso la ripartizione su più esercizi. Per noi è un ricavo «in conto esercizio a norma di legge» (art. 85 c. 1 lett. h TUIR), visto che la Camera agisce nelle funzioni della L. 580/1993: in contabilità ordinaria si tassa quando il diritto è certo (art. 109 c. 1 TUIR), quindi nel 2026 con la graduatoria entro il 22 dicembre, anche se il bonifico arriva nel 2027. Chi lo legge come sopravvenienza attiva (art. 88 TUIR) lo tassa all’incasso, come in semplificata e nel forfetario.
Per le società di capitali entra nella base IRAP (art. 5 D.Lgs. 446/1997), con un punto aperto: i contributi «correlati a costi indeducibili» non concorrono (art. 5 c. 3), e in IRAP il costo del personale si deduce per intero solo per alcune categorie, a partire dai dipendenti a tempo indeterminato. Prassi su un contributo fisso come questo non ne abbiamo trovata: nei conti usiamo l’IRAP piena, 61,20 euro sul contributo base. In Veneto l’aliquota 2026 è il 4,08% (L.R. Veneto 32/2024, art. 2), il 4,55% o il 4,82% per alcuni settori (stessa legge e L.R. Veneto 30/2022, art. 2).
La ritenuta del 4% (art. 28 c. 2 DPR 600/1973; per i pagamenti dal 2027, art. 43 c. 2 D.Lgs. 33/2025) è un acconto: la Camera la certifica entro il 16 marzo dell’anno dopo il pagamento e l’impresa la scomputa dall’imposta dell’anno in cui tassa il contributo. La casella che la evita è solo per chi non svolge, neppure occasionalmente, attività d’impresa: un’impresa che la barra rende una dichiarazione non veritiera. Il forfetario che consegna la dichiarazione dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014 non dovrebbe subirla, ma il modulo non la prevede: va chiesto alla Camera, con effetto solo di cassa. Quando la ritenuta c’è e quando no, lo spieghiamo nella guida su ritenuta del 4% e imposte sul contributo a fondo perduto.
In bilancio il contributo sta in A5 (OIC 12, par. 56), con il personale in B9: alza il valore della produzione e lascia fermo il fatturato A1, quello che misura la dimensione d’impresa (DM 18 aprile 2005).
| Srl in contabilità ordinaria, euro | Dare | Avere |
|---|---|---|
| Graduatoria di liquidazione, entro il 22 dicembre 2026 | Crediti verso altri (C.II 5-quater) 1.500 | Contributi in conto esercizio (A5) 1.500 |
| Bonifico | Banca 1.440; crediti tributari per ritenute subite (C.II 5-bis) 60 | Crediti verso altri 1.500 |
Scritture nostre, sull’importo base. A fine anno il debito IRES si espone al netto della ritenuta subita (OIC 25, par. 24).
Plafond de minimis, verifica sul Registro e cumulo
Per l’art. 4 il contributo del bando 26CF è un aiuto de minimis: l’impresa unica, intesa come il gruppo di imprese legate da controllo anche indiretto, può riceverne al massimo 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile (Reg. UE 2023/2831, art. 3 par. 2). Conta il giorno in cui nasce il diritto (art. 3 par. 3), per noi la determinazione della graduatoria, e conta il lordo, 1.500 euro e non 1.440. Con la concessione al 22 dicembre 2026 si sommano i de minimis concessi dal 23 dicembre 2023 (calcolo nostro); oltre il tetto il contributo uscirebbe dal regolamento per intero (art. 3 par. 7).
Il modulo non chiede una dichiarazione de minimis: per noi il controllo lo fa la Camera sul Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), dove sono registrati gli aiuti concessi (art. 52 L. 234/2012). I 1.900 euro sono lo 0,63% del plafond: rifare il conto serve solo all’impresa già vicina al tetto, e la guida su come si calcola il plafond de minimis nei tre anni spiega il metodo. Un divieto proprio di cumulo non c’è (art. 4): il contributo si somma agli altri de minimis entro i 300.000 euro e, non essendo legato a costi ammissibili specifici, per noi si cumula anche con aiuti in esenzione (art. 5 par. 3).
Le misure da non confondere con il 26CF
Stesso ente o sigla quasi uguale, misure diverse.
Che cosa il bando non dice: la mail da mandare alla Camera
Cinque dei punti su cui l’atto tace possono decidere se la domanda passa e quanto incassi: scrivili a [email protected] o a [email protected] e conserva le risposte.
Il testo della mail, pronto da incollare.
- «Le imprese senza bilancio, in semplificata o forfetarie, possono usare Libra nel 2026? Vale un’attivazione del 2025 con i gettoni usati nel 2026?»
- «In quanti giorni arriva di solito il report del portale, e in quanti si fissa un incontro one-to-one?»
- «Il corso Skill up vale se lo segue un collaboratore o un socio? È gratuito?»
- «Se le risorse residue non coprono tutta la domanda successiva, concedete un importo ridotto o passate oltre? Scorrete in caso di rinunce?»
- «Un DURC irregolare in istruttoria esclude la domanda o porta alla trattenuta al pagamento?»
Domande frequenti sul bando cultura finanziaria di Vicenza
Valgono Libra e Skill up usati nel 2025?
No. Per tutti e tre gli strumenti il bando chiede attività svolte nel corso del 2026 e prima della domanda (artt. 3 e 6). Se un’attivazione di Libra fatta prima valga con i gettoni usati nel 2026 non è scritto: va chiesto alla Camera.
Un’impresa con sede a Padova e un negozio a Bassano del Grappa rientra?
Sì, se ha gli altri requisiti: per il territorio basta un’unità locale nella circoscrizione della Camera di Vicenza (art. 3), e nel modulo indichi il Comune. L’attività prima del 3 gennaio 2024 riguarda l’impresa; se valga anche per l’unità locale il bando non lo dice.
Il contributo della Camera di Vicenza è tassato?
Sì. Entra nel reddito e, per le società di capitali, di norma nella base IRAP; la ritenuta del 4% è un acconto che recuperi in dichiarazione. A una Srl veneta in utile, dei 1.500 euro ne restano 1.078,80 (calcolo nostro).
Quando si sa se il contributo è concesso, e quando arriva?
Con la graduatoria di liquidazione, pubblicata sul sito della Camera entro il 22 dicembre 2026, che vale come notifica (art. 8). La data del bonifico il bando non la fissa.
Il calendario fino alle 15:00 del 19 novembre
- Controlla requisiti e bilanci: inizio attività, diritto annuale con l’eventuale 20%, polizza o esonero, due bilanci per Libra.
- Parti dal portale agevolazioni, poi Libra e il corso Skill up per la persona che indicherai.
- Prima dell’apertura controlla report, gettoni e test, e fai firmare l’Allegato A.
- Dalle 15:00 del 19 novembre invia su ReStart, una volta sola; entro il 22 dicembre guarda la graduatoria.
Se l’impresa resta fuori, o non chiude in tempo i tre strumenti, guarda i bandi a fondo perduto con lo sportello aperto a novembre.
Vuoi arrivare al 19 novembre con i tre strumenti in regola? Requisiti, polizza e Allegato A li controlliamo con te prima dell’invio: compila il form in alto e noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo.
Fonti: Bando Cultura finanziaria anno 2026 (26CF) della Camera di commercio di Vicenza (PDF), allegato alla deliberazione della Giunta camerale n. 118 dell’8 ottobre 2026, sull’albo camerale online (repertorio 2026000118); Allegato A, modulo di domanda (PDF); pagina del bando sul sito della Camera; Regolamento camerale per i contributi del 29 gennaio 2026 (PDF); pagine della Camera sul diritto annuale 2026, sull’avviso Libra del 2024 e sul bando 22CF del 2022; Reg. (UE) 2023/2831; norme e prassi citate nel testo. Atto, allegati e pagina della Camera verificati il 22 ottobre 2026.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






